giovedì 16 agosto 2018

Ottavo Giorno - Aigues Mortes e le salin du midi

16 Agosto.
Oggi, ultimo giorno in Camargue siamo andati ad Aigues Mortes. Una città dal nome non proprio affascinante, ma piena di storia. E' stata costruita nel 1204 per permettere a Luigi IX di avere uno sbocco sul mediterraneo da cui partire per le crociate ed ottenere il controllo delle più antiche saline d'Europa.

Essendo una città costruita in mezzo al nulla, il re ha deciso di farla ben protetta e circondata da mura belle spesse e torri disseminate lungo tutto il perimetro.
La città, o meglio, il paesello è piccolino, ed è possibile passeggiare sulla cinta muraria girandolo tutto avendo da lassù la percezione di quanto sia piccola: da sopra la cinta muraria è infatti possibile vedere da un lato all'altro.
Il giro delle mura è abbastanza lungo, ma in ogni torre è allestita un'area museale che fornisce maggiori informazioni sulla città e sul periodo storico
Arrivando sul lato sud si riesce ad apprezzare le saline che dividono Aigues Mortes dal Mar mediterraneo con il loro caratteirstico colore rosa e le montagne di sale raccolto negli anni precedenti




I colori sono intensi ed il rosa, il verde ed il blu si stagliano all'orrizonte.
Il giro delle mura termina con la torre di costanza: un mastio imponente che smebra uscito da un secchiello di un gigante visto i suoi muri di 6 metri. La torre termina con una torre a punta ed è stata usata come prigione per gli ugonotti fra cui Marie Durand, figlia e sorella di pastori protestanti, arrestata a 18 anni e rimasta imprigionata per 38 anni, piuttosto che rinnegare la propria fede,
Usciti da Aigues Mortes ci siamo diretti alle Saline Du Midi che possono essere visitate attraverso ad un toru guidato (solo in francese) su un trenino. Abbiamo fatto un po' di casino col navigatore ed il traffico particolarmente intenso in quella zona ci ha fatto perdere quasi un'ora. La paura di non arrivare in tempo per l'ultima visita stava aumentando, ma siamo riusciti a prendere all'ultimo il penultimo! Per fortuna perchè è stata una visita davvero interessante e curiosa, con belle prospettive su aigues mortes

Le saline non sono altro che un sistema di bacini all'interno delle quali viene fatte entrare acqua dal mediterraneo e laciata evaporare grazie al caldo e al vento, fintanto che non rimane solo il sale.
 A Settembre, prima delle pioggie autunnali, il sale viene raccolto ed accumulato in grosse montagne bianche


 Su una di queste è stato possibile addirittura camminarci sopra per raggiungere la cima...come non fare una foto da lassù ai due mostriciattoli?
Finita la visita alle saline, siamo rientrati alla nostra base vicino a St Marie de la mer, raggiunto la città per la cena, Luna Park (volevi non finire tutti i gettoni?) e poi a nanna!

mercoledì 15 agosto 2018

Settimo Giorno - Arles e la Corsa Camarghese

15 Agosto
Oggi, ferragosto, abbiamo deciso di passarlo ad Arles, e di assistere alla Corsa Camarghese che si svolge dentro l'arena. Visto che lo spettacolo inizia alle 17.30, la mattina l'abbiamo trascorsa in piscina anche perchè ieri ci siamo davvero distrutti...basti dire che i bambini si sono svegliati alle 9.30...

Facciamo per partire e non trovo più il borsellino con dentro documenti, carte di credito e contanti...insomma: un disastro. Faccio mente locale alla sera prima e ricordo di averlo avuto fino ad un certo punto, poi non ho più certezze. Guardo in macchina, smontiamo tutti gli zaini, ribaltiamo le due camere, guardiamo in piscina. Penso di chiedere in albergo, ma essendo un albergo piccolo (solo 12 stanze) do per scontato che se mai l'avessero trovato, ed essendo stati in piscina tutta la mattina,me l'avrebbero detto....Bhe, come estremo tentativo chiediamo alla tipa dell'albergo (la stessa delle biciclette da adulto) e questa bella bella, come se niente fosse, come se non avessi già pensato se vendere il rene destro o quello sinistro per pagare il resto delle vacanze, come se non mi fossi già ammorbato all'idea di fare una denuncia a ferragosto....bella bella, dicevo, mi dice " ah sì, l'ho trovato sotto la vostra sedia dove avete fatto colazione"....Ma brutta testa di non ti dico cosa aprirlo e guardare passaporto, carta d'identità, carte di credito con il mio nome e venire a portarmelo?

Vabbè, sollevati dal pensiero di poter proseguire le nostre vacanze, con un'ora di ritardo rispetto alla nostra idea iniziale, partiamo alla volta di Arles.
Pranzo da McDonalds, per fare contenti i pupi, e arriviamo ai Campi Elisi di Arles, un viale disseminato di sarcofaghi con alla fine una chiesa mai terminata.


Carino,ma niente di che. Riprendiamo la macchina e arriviamo all'arena
Un anfiteatro romano costruito verso l'80 d.c ed è uno dei più grandi anfiteatri della Gallia...bhe niente a che vedere con il nostro Colosseo, ma forse meglio conservato.
Ci mettiamo in fila ed entriamo. Il colpo d'occhio è notevole
La corsa Camarghese è una sorta di corrida tipica della zona che è però incruenta. Senza entrare troppo nei dettagli del gioco (se volete tutta la spiega qui) lo scopo della Corsa camrghese è quello di sottrarre al toro (o più spesso un bue) degli "attributi", come piccole coccarde e laccetti, fissati sulla testa e sulle corna. I partecipanti al gioco sono detti raseteurs e non hanno armi o mantelli, ma solo uno strumento per togliere gli attributi.
Se caricati, l'unica cosa che possono fare è scappare e saltare al di là delle barriere di legno esterne all'arena. Alla fine della gara il toro se ne torna al pascolo.





Molto carina e particolare, anche se 2 ore forse sono un po' troppe: una sarebbe stata più che sufficiente.

Finita la corsa, abbiamo fatto un giro ad Arles, mangiato un gelato (non avevamo granchè fame) e fatto un giro lungo il Rodano, dove con il sole al tramonto sono stato ispirato forse dallo spirito di Van Gogh e ho fatto questa foto artistica a noi 4



martedì 14 agosto 2018

Sesto giorno - gita in bici al faro

14 Agosto
Oggi abbiamo noleggiato le biciclette con l'idea di fare una gita ad un faro. Anche se eravamo in orario, gli storditi dell'albergo ci hanno fatto avere 4 biciclette da adulti...anche tirando giù il sellino il più possibile, per la Ceci, e soprattuto per Edo, sarebbe stato abbastanza complicato.
Se ci avete seguito l'anno scorso, ricorderete che Edo non aveva una bici sua per attraversare il Golden Gate, ma era attaccato alla mia. Il fatto che quest'anno fosse in grado di guidare autonomamente era già un grande risultato: obbligarlo a farlo con una bici non adatta a lui, sarebbe stato chiedergli troppo! Cecilia, invece, ha provato a convincerci che lei ce l'avrebbe fatta...ma non ci siamo fatti intortare, e quindi abbiamo mollato le bici in albergo e siamo quindi andati in paese dove abbiamo potuto noleggiare delle bici adatte anche ai due mostri.

Ed ecco l'intinerario

Si tratta di una bella pista ciclabile fra il mare e la palude camarguese, su terreno non propio asfaltato, con qualche parte coperta da sabbia.
Armati di tutto quanto partiamo dando ai ragazzi l'incentivo di un bel bagno in mare. Cosa che avviene presto, visto che come si vede dal percorso la pista si allontana dal mare quasi subito.
 La spiaggia è quasi deserta, il mare quel tanto ondoso per farli divertire.


Finito il momento di ristoro (un po' troppo prematuro) ripartiamo in sella belli carichi
Il paesaggio è bello, e sul percorso ci sono anche un po' di pannelli esplicativi

Edo si ferma a leggerli, ma il dubbio è che sia più una scusa per prendere il fiato piuttosto che interesse per la fauna e la flora camarguese. Infatti a 7 Km dalla partenza la truppa perde i colpi e prova una timida insubordinazione. Giocando sulla logica matematica (abbiamo già fatto più della metà, tornare indietro è più lungo che andare avanti) riesco a serrare le fila e proseguire verso il faro.

La strada si fa sempre più sterrata, Alessandra rimpiange la sua scelta di city bike rispetto ad una mountain bike, il caldo afoso e la scarsa scorta di acqua peggiorano la situazione. A 4 Km dall'arrivo sembra tutto perduto, ma la vista del faro in lontananza infonde coraggio ai 4.
Con la speranza di trovare acqua fresca e un tavolo dove mangiare all'ombra, pedalata dopo pedalata proseguiamo, nonostante il male alle chiappe e i morsi della fame.

Alle 15 arriviamo finalmente al faro, dove possiamo comprare 2 bottiglie d'acqua da 1,5lt e finalmente rifocillarci
Il faro di per sè non è granchè, ma ci sembra la cosa più bella che potessimo vedere oggi.
Foto del ritorno non ce ne sono, perchè durante il nostro meritatissimo pranzo si è alzato il vento, naturalmente contrario, e quindi anch'io avevo malapena forza per pedalare. Esausti e un po' ustionati restituiamo le biciclette e andiamo a cena.

Lascio ai posteri lo scambio di battute con Edo a ricordo di questa giornata:
- bravo Edo, complimenti. Ti sei trovato in una situazione di difficoltà e ce l'hai messa tutta per uscirne!
- No papà...non mi sono trovato in diffcoltà...TU mi hai messo in una situazione di difficoltà!!!!

lunedì 13 agosto 2018

Quinto Giorno - Parco Ornitologico della Camargue

Ieri notte c'è stato un temporale da urlo. Essere immersi nella natura, quando quest s'incazza, fa davvero impressione. Per 5 minuti è andata via la luce e visto che le verande danno sulla palude è stato emozionante vedere il nero della notte illuminarsi a sprazzi dal viola dei lampi sopra le nuovle.

La mattina quindi il nostro piano di andare a vedere il parco ornitologico cadeva a fagiuolo.

Ci siamo mossi sempre con molta calma (siamo già in clima spagnolo, evidentemente) e verso le 12 siamo arrivati all'ingresso del parco dove ci sono anche alcuni animali feriti che non è più possibile rimettere in cattività. Il premio per quello con la faccia più da tonto lo vince il gufo qui sotto!

Cecilia si è prodigata a fare mille foto

Il giro corto è di 2,4 Km che comunque non è poco, vista l'afa che arrivava appena il vento cessava.



Tanti sono gli uccelli presenti in questo parco, ma chi la fa da padrone è sicuramente il fenicottero che qui sono in quanità.
Curioso, simpatico, particolare...ma come il saggio Edo ha sentenziato...una volta che ne vedi uno, che si mette su una gamba a raschiare il fondo col becco per mangiare...bhe gli altri sono un po' noisi...


Ma non di soli volatili si popola la palude, infatti ci sono anche lontre, castori e nutrie. E ne abbiamo incontrata una da vicino vicino



Meno male che Cecilia non ha voluto portarla a casa :-)

Finita la visita del parco siamo andati verso S.t Marie de la Mer per cena. Siamo arrivati un po' prima del previsto e ne abbiamo aprofittato per salire sulla particolare chiesa fortificata, che serviva da torre di avvistamento e difesa dai pirati.

Dal tetto si gode un panorama a 360° sulla città da una parte e sul mare dall'altra.
Foto di rito ai due topi


E poi a cena, dove Edo si è abbondantemente rifatto della cena del cavolo di ieri con una gustosissima tartare di toro che si è spazzolato in 5 secondi!!!


domenica 12 agosto 2018

Quarto giorno - Camargue e compleanno di Edo

Oggi è il compleanno di Edoardo e quindi abbiamo fatto scegliere a lui cosa fare. La scelta è ricaduta su piscina-cavallo-hamburgher-luna park... e così è stato!

Abbiamo iniziato con una passeggiata a cavallo sui tipici cavalli bianchi della Camargue.



 La passeggiata è stata carina, ma niente di chè. Il cavallo di Edo era quello più indisciplinato e lui ha faticato non poco per fargli fare quello che doveva (che poi era semplicemente seguire quello davanti) Quello di Cecilia era un po' pigro e rimaneva sempre indietro, e il mio ci vedeva poco...insomma un bel gruppo :-)

Finita la passeggiata un tuffo nella piscina dell'albergo che, seppur non grandissima, assolutamente adeguata a divertirsi!


Grandi tuffi e nuotate, panino sul prato della veranda, un po' di videogiochi e cartoni e poi a Saint-Marie de la Mer per la cena e il luna park.

La cena è stato un po' uno strazio e decisamente non quello che Edo si aspettava per il compleanno: non vi annoio con il racconto che potrete leggere dettagliatamente nella mia recensione pessima su tripadvisor e google!

Un giro al Luna Park (un po' sfigatino ad essere sinceri) ma come sempre ai due piccoli mostri basta poco per divertirsi

e poi di nuovo in albergo per una nanna ristoratrice viste le mille cose che abbiamo fatto oggi.