venerdì 18 agosto 2017

Giorno 14 - Canyon di Chelly - Monument Valley - Green River




Km 551
Vista l'ora tarda di ieri, volevamo dormire un po' di più, e non visitare il Canyon di Chelly a 2 minuti dall'albergo, ma alla fine abbiamo optato per non perderci questa visita...e forse abbiamo fatto bene.


Questo Canyon infatti è molto più piccolo del Grand Canyon (che se no cosa si chiama "Grand" per che cosa) sia per  larghezza che per altezza (solo 300mt).

Questo lo rende molto più a misura di sguardo. Il fondo del canyon - a differenza dell'altro verde e coltivabile- è stato abitato da milioni di anni e gli ultimi sono stati i Navajo, prima massacrati e cacciati e poi ristabilitisi in questa zona.



Un po' di storia - interessante - del Canyon di Chelly la trovate qui

Come dicevo questo luogo è stato abitato da millenni e molti resti delle abitazioni sono ancora presenti, anche se per vederle bisogna scendere e noi purtroppo tempo per la passeggiata proprio non l'abbiamo. Ci accontentiamo allora della ricostruzione di una tipica casa Navajo messa al visitor center

Iniziamo quindi il nostro giro che come per gli altri canyon si sviluppa lungo il rim (quello sud nel nostro caso) con una serie di viste con brevissime passeggiate per arrivare al bordo del canyon.
I bambini finalmente possono un po' scalare le rocce e Cecilia è la più contenta.

Qualche altra foto del canyon (in fondo a questa si vedeono i resti di abitazioni),

foto di gruppo per ricordarci anche di questa sorpresa innaspettata e via

All'una e mezza - in ritardo clamoroso sulla tabella di marcia ci muoviamo verso la Monument Valley: a un'ora e mezzo di distanza, consapevoli che dovremo saltare gli archi per arrivare ad un'ora umana a Green Ville dove dormiremo.
Decidiamo quindi di risparmiare il tempo del pranzo (come già detto qui di fast c'è proprio poco) e compro dei panini al roast-beef e al tacchino, senza salse: le uniche cose che i bambini mangiano senza grossi problemi.
Mangiamo in macchina guardando l'anticipazione della Monument Valley che ci accoglie poco dopo.


Il parco è gestito interamente dai Navajo e non è utilizzabile il pass annuale che abbiamo preso al Sequioia. Paghiamo i nostri bei 30$ ed entriamo. Senza guida, e senza tour organizzato, l'unico modo per visitare la Monument Valley è seguire l'anello di terra battuta che porta vicino alle famose rocce rosse
 tanto care a chiunque abbia visto film western. Talmente famosi che uno dei punti di osservazione è stato intitolato a John Ford (famoro regista di film western, appunto)
Qui c'è anche un indiano che per 5$ fa una foto sul cavallo che, poverino, passa tutto il giorno sotto il solleone aspettando di essere cavalcato per la foto...Noi naturalmente evitiamo e convinciamo Cecilia a saltare il giro.


Tanti sono i punti di osservazione particolari e le occasioni di belle (e tante) fotografie dove il rosso della terra si mette in contrasto con un cielo blu blu blu
Vi lascio giusto quella di gruppo
e quella dei 2 pinnacoli in carne e ossa con i 4 pinnacoli di sfondo.
Ultima vista d'insieme alla vallata
un pensiero alla nostra auto che ne è uscita bene ma un po' sporchina (immaginatevi dentro, coi piedi dei bambini appoggiati ovunque..)

Allontanandoci dalla vallata, dallo specchietto possiamo vederla farsi piccola piccola,

mentre entriamo nello Utah
e ci dirigiamo a Green River, 3h e 30 di macchina più a nord.
Saltiamo sia il parco nazionale degli archi  ( anche perchè al buio non si sarebbero visti) che la cena, e questo ci consente di arrivare circa a mezzanotte al Motel 6 di Green, dove, dopo il selfie di rito, abbattiamo i bambini (che come vedete sono tutti tranne che esausti)
Io invece aprofitto dell'ora tarda, che significa orario di lavoro in Italia, per discutere con l'assitenza della carta ricaricabile che non riesco a ricaricare...

Giorno 13 - Gran Canyon - Canyon di Chelly



Km 378

Oggi visita al Gran Canyon. Forte dei miei acquisti notturni si esce senza far colazione.
Entriamo nel parco e posteggiamo. Come anticipato c'è una bella ressa e infatti il primo posteggio è già tutto pieno alle 9 di mattina.
Decidiamo di sfruttre il servizio di bus navetta che girano all'interno del parco per poter vedere anche zone che d'estate sono chiuse.
Ma prima di iniziare il giro porto tutti al mother point il primo punto di osservazione. Mi ricordo la prima volta che ho visitato il Gran Canyon lo stupore guardando da qui.
È difficile spiegare a chi non l'ha mai visto. Il gran canyon infatti è una voragine scolpita in milioni di anni dal fiume Colorado, dai venti e dalle piogge.
Quando si entra al parco, senza rendersene conto, ci si trova su un altipiano che si affaccia proprio su questa voragine profonda 1700 mt e larga fino a 28 km...ma come detto tu non te ne rendi conto e quando arrivi al punto d'osservazione per la prima volta ti si apre davanti quasi d'improvviso e non puoi che rimanere a bocca aperta. Per gioco dico a Edo di chiudere gli occhi fino a quando glielo dico io...lo porto fino al bordo del Canyon e gli dico: ora aprili...la sua reazione è stata "Oh-my-God...che ficata!" Bhe..colorita ma rende😀


Dopo aver osservato questa visuale fantastica decidiamo di dedicarci alla colazione. Ci sendiamo su una panchina e tiro fuori tutte le leccornie che ho comprato ieri sera e la frutta avanzata qualche tempo fa, fra cui una pesca.
Dopo poco uno scoiattolo carino carino ci vine a trovare....



peccato che In quattro e quattro'otto si frega la Pesca di Cecilia e se la porta via per mangiarsela!


I due mostri sono rimasti così impressionati dalla cosa che hanno voluto anche lasciare una loro testimonianza video


Finiamo la colazione cercando di difendere gli altri viveri e andiamo a prendere la navetta.

Proseguiamo il giro un po' a piedi ed un po' utilizzando le navette, mantenendo comunque la media di di 13 km a piedi al giorno :-)


Purtroppo, nonostante tutte le strategie per risparmiare tempo e sfruttare al massimo la visita al parco, l'uso della navetta ed i tratti di passeggiata ci hanno permesso di visitarne solo una parte



Uscendo però la luce del sole che inizia a scendere avvolge di tutt'altro fascino questo spettacolo della natura





Dall'uscita del parco alla prossima tappa, ci sono ancora 3 ore di macchina, fra paesaggi incantevoli che lasciano il posto ad una stellata fantastica quando il sole tramonta e ci addentriamo nel terirtorio Navajo dove le città con le conseguenti luci sono meno frequenti.



Ci fermiamo ad un McDonald per cenare velocemente, e scopriamo che i Navajo hanno deciso che si fanno i fatti loro con l'orario, e invece di adottare l'ora legale come tutta l'Arizona, non lo fanno, e quindi invece che arrivare in albergo alle 23:00, ci arrviamo a mezzanotte.

Cecilia è cotta e nel selfie di rito è presente, ma in posizione orrizontale :-)


ma in pochi minuti Edo la segue nel mondo dei sogni