Km 403
Oggi siamo andati a antilope Islands un'isola sul lago di Salt Lake City che ha preso il nome dalle antilopi che vi ci abitano. A colazione abbiamo fatto conoscenza con un italo-americano di terza generazione che una volta sentitoci parlare ci ha attaccato bottone...come spesso succede. Abita nello stato di Washington e ci ha lasciato il suo indirizzo nel caso un domani dovessimo capitare da quelle parti... !?
Partiamo per il nostro giro con il solito fuso orario tutto nostro intorno alle 11:00 di mattina e in una mezz'oretta arriviamo ad antilope Island. Percorriamo il lungo istmo di terra che collega l'isola alla terraferma circondati da una distesa di sale da una parte e l'acqua calmissima del Lago dall'altra.
Di antilopi neanche l'ombra vediamo subito un cartello, però che ci avvisa circa 'altra caratteristica dell'isola: i bisonti
Un bel bisonte infatti è proprio lì a bordo strada per farsi fotografare.
Proseguiamo in macchina lungo la strada che costeggia il lago fermandoci ogni tanto a fotografare la fauna presente a pascolare, per lo più bisonti.
Al termine della strada asfaltata vi è uno dei pochi insediamenti umani nell'isola che è un ranch di ben 133 anni.
Gli americani poverini sono molto fieri di queste cose molto molto vecchie non avendo monumenti risalenti a qualche secolo prima di Cristo come invece succede a noi europei...Dopo tutto mentre noi costruivamo la Cappella Sistina i nativi americani vivevano ancora nei pueblo ossia caverne davanti un muro di mattoni fatti di fango.
Al solito e come tradizione dei Mormoni, evidentemente, all'ingresso del ranch ci accoglie un simpatico vecchietto che ci consegna un pieghevole e ci augura buona visita. Infatti nonostante non ci fossero cose pregevolissima da vedere, tutta la visita al ranch era organizzata abbastanza bene con cartelli che spiegavano ogni singolo utensile o ogni singola stanza.
Finita la visita e fatto un po' di pratica con il lazo
siamo tornati indietro e finalmente abbiamo incontrato un branco di antilopi.
Ripercorso tutto il tragitto è superato l'ingresso continuiamo a circumnavigare l'isola arrivando dove un ristorante molto spartano ci permette di nutrirci visto che si sono fatte le 2:30.
Dopo pranzo decidiamo di toccare con mano... anzi con piedi l'acqua del lago salato .
Dovete sapere che il lago è salato perché a fronte di 4 fiumi che portano acqua ma non ha nessun fiume che ne prende e quindi, soprattutto d'estate, l'acqua sparisce per evaporazione lasciando tutti i sali minerali a terra e riducendosi notevolmente.
Questo fa sì che la lunghezza della spiaggia sia molto variabile nel nostro caso direi quasi da far invidia alle spiagge della'Adriatico in termini di estensione. Percorriamo quindi quasi 300 metri che separano il bar ristorante al bagnasciuga
e ci accorgiamo che quel nero che si intravedeva vicino alla riva non sono alghe ma una miriade di moscerini che al nostro passaggio si alzano in volo con relativo schifo delle femmine della compagnia. Noi maschi impassibili proseguiamo e convinciamo anche Cecilia a pucciare i piedi nella calda e calma acqua del lago.
Non c'è tanto tempo per fare un vero e proprio bagno e sinceramente neanche tutta questa voglia.
Tornati alla macchina ripercorriamo la strada circondata dal nulla, un po' come al soilito, e ci dirigiamo verso Twin Falls dove dormiremo giusto qualche ora.
Infatti per una serie di circostanze l'unico posto libero che abbiamo trovato in zona eclissi è a 300 km di distanza da dove la vedremo. Visto il notevole numero di persone attratte da questo evento ci aspettiamo un bel traffico domani mattina e quindi l'idea è di svegliarsi verso le 5:00 di mattina per fare 300 km e prendere il nostro posto per vedere l'eclissi.
Ultime 2 sorprese della serata, arrivati a Twin Falls veniamo accolti da un bellissimo tramonto sullo Snake River
Altra sorpresa, dopo aver preso possesso dell'albergo e fatto il selfie
prima di devastare la stanza, siamo andati a cena. Stufi di hamburgher tutte i giorni, facciamo questo azzardo e andiamo a cenare da Johnny Carino's
una catena di ristoranti italiani, con l'idea di far mangiare un piatto di pasta al burro ai bambini.
Esperimento direi riuscito.
Anche le mie lasagne dignitose (un po' troppo pepate) e con quasi tutti gli ingredienti giusti.
E ora a letto che domani alle 5 ci svegliamo per la grande eclissi!
domenica 20 agosto 2017
Giorno 16 - Panguich - Salt lake City
Km 438
La giornata inizia dopo una notte tormentata, in cui Edo si alza, mi viene a chiamare boffonchiando qualcosa e gironzolando in evidentemente in stato di sonnambulismo, cerca di accendere la luce del comodino...io lo accompagno a letto e lui serafico chiude gli occhi. Questo accade 10 minuti dopo che Cecilia, sempre dormendo, si mette a quattro zampe sul letto, lamentandosi che la valiga è troppo pesante... Non so se la cena tarda o la stanchezza hanno fatto brutti scherzi :-)
Colazione dove abbiamo cenato ieri e qualche foto di giorno al grazioso paesino
e poi via verso Salt Lake City.
Non ne sapevamo nulla (se non che se per strada a Milano incroci uno con la camicia bianca a maniche corte, la cravatta e un targhetta...devi cambiare marciapiede perchè se no ti attacca un pippone...) e abbiamo colto l'occasione per approfondire, anche grazie al personaggio che ci ha accompagnato nell'interessante visita a Cove Fort.
Provo a mettere in fila le cose che ho imparato. Nessuno me ne voglia se salto dei pezzi.
Nel 1820, tale Joseph Smith ha la visione di Dio e Gesù, in carne ed ossa che gli dicono di non aderire ad altre religioni
Qualche anno dopo ha la visione dell'Angelo Moroni che rivela l'esistenza di tavole d'oro sepolte nei pressi della loro proprietà.
Smith le trova e le traduce: è il libro di Mormon che è la base della loro religione.
Senza dilungarmi troppo, questo libro narra degli'ipotetici viaggi dalla Palestina agli Stati Uniti di Tribù di Israele, avvenuto a partire dall'epoca dei fatti della torre di Babele
Alla morte di Smith -nel 1844 - c'è una diatriba sulla successione e tale Young prende e con una serie di pionieri si sposta a piedi e coi carri dallo stato di NY allo Utah (che non esisteva ancora), dove decide - nel 1847 - che "quello è il luogo" fonda Salt Lake City, lo stato della Utah e decide di costruire un tempio enorme.
Vorrebbero annettersi ai nascenti USA, ma la poligamia praticata dai mormoni agli altri non andava tanto giù. Allora, visto che uno dei fondamenti della fede è che la rivelazione non è mai conclusa, e sempre in divenire; si decide che la poligamia non è più cosa. E TAC nel 1896 lo Utah entra nell'unione come 45esimo membro e Young ne sarà il primo governatore.
Ad oggi i mormoni sono 14,1 milioni...
In questo viaggio attraverso L'ovest, Young fonda una città ogni 20 miglia, che era la distanza che un cavallo riusciva a fare in un giorno. In questo modo c'era sempre un posto sicuro dove fermarsi. Purtroppo, però dove a un certo punto, dopo 20 miglia non ha trovato abbastanza acqua per le necessità di una città, e così ci ha messo un forte: Fort Cove appunto.
Arriviamo e posteggiamo e già notiamo un senso di tranquillità e pace nel paesino di case bianche ed erba inglese con musica in filo diffusione appena di fronte al forte.
Un simpatico signore canuto ci viene incontro e con un gran sorriso ci da il benvenuto e si offre di farci visitare il forte.
Il suo ottimo inglese (o pessimo, visto che noi capiamo tutto) ci permette di godere appieno della descrizione delle diverse stanze del forte (tutte ricostruite ma con materiale d'epoca) e degli anedotti sulla vita in quel posto, 100 anni fa.
In un paio di occasione alza la palla per un discorso religioso, ma sempre con delicatezza e rispetto. Ci offre una copia del libro di Mormon in italiano, che noi rifiutiamo gentilmente, ci lascia una foto con cartolina pre affrancata da spedire nel caso venissimo folgorati sulla via di Salt Lake City, un piccolo giochino di legno e 2 lecca lecca ai bambini, grazie e arrivederci.
Al netto dell'interessante visita, la cosa che ha colpito me e Ale è stato il senso di pace e tranquillità, il rispetto e l'accoglienza di quest'uomo che, come tanti altri volontari che portavano a fare il giro ad altri turisti, ci ha davvero accolto a "casa sua" trasmettendoci l'importanza per lui di quel luogo e trovando degli appigli nel racconto per ricondurlo alla vita spirituale. Noi invece abbiamo i militari fuori dal Duomo e dobbiamo fare il biglietto (12€) se vogliamo entrarci...bah..
La giornata inizia dopo una notte tormentata, in cui Edo si alza, mi viene a chiamare boffonchiando qualcosa e gironzolando in evidentemente in stato di sonnambulismo, cerca di accendere la luce del comodino...io lo accompagno a letto e lui serafico chiude gli occhi. Questo accade 10 minuti dopo che Cecilia, sempre dormendo, si mette a quattro zampe sul letto, lamentandosi che la valiga è troppo pesante... Non so se la cena tarda o la stanchezza hanno fatto brutti scherzi :-)
Colazione dove abbiamo cenato ieri e qualche foto di giorno al grazioso paesino
e poi via verso Salt Lake City.
I mormoni
Prima di racontarvi delle cose che abbiamo visto, questo post vi racconterà dei Mormoni, che abbiamo conosciuto in questo viaggio verso la capitale di questa religione (Salt Lake City, appunto)Non ne sapevamo nulla (se non che se per strada a Milano incroci uno con la camicia bianca a maniche corte, la cravatta e un targhetta...devi cambiare marciapiede perchè se no ti attacca un pippone...) e abbiamo colto l'occasione per approfondire, anche grazie al personaggio che ci ha accompagnato nell'interessante visita a Cove Fort.
Provo a mettere in fila le cose che ho imparato. Nessuno me ne voglia se salto dei pezzi.
Nel 1820, tale Joseph Smith ha la visione di Dio e Gesù, in carne ed ossa che gli dicono di non aderire ad altre religioni
Qualche anno dopo ha la visione dell'Angelo Moroni che rivela l'esistenza di tavole d'oro sepolte nei pressi della loro proprietà.
Smith le trova e le traduce: è il libro di Mormon che è la base della loro religione.
Senza dilungarmi troppo, questo libro narra degli'ipotetici viaggi dalla Palestina agli Stati Uniti di Tribù di Israele, avvenuto a partire dall'epoca dei fatti della torre di Babele
Alla morte di Smith -nel 1844 - c'è una diatriba sulla successione e tale Young prende e con una serie di pionieri si sposta a piedi e coi carri dallo stato di NY allo Utah (che non esisteva ancora), dove decide - nel 1847 - che "quello è il luogo" fonda Salt Lake City, lo stato della Utah e decide di costruire un tempio enorme.
Vorrebbero annettersi ai nascenti USA, ma la poligamia praticata dai mormoni agli altri non andava tanto giù. Allora, visto che uno dei fondamenti della fede è che la rivelazione non è mai conclusa, e sempre in divenire; si decide che la poligamia non è più cosa. E TAC nel 1896 lo Utah entra nell'unione come 45esimo membro e Young ne sarà il primo governatore.
Ad oggi i mormoni sono 14,1 milioni...
In questo viaggio attraverso L'ovest, Young fonda una città ogni 20 miglia, che era la distanza che un cavallo riusciva a fare in un giorno. In questo modo c'era sempre un posto sicuro dove fermarsi. Purtroppo, però dove a un certo punto, dopo 20 miglia non ha trovato abbastanza acqua per le necessità di una città, e così ci ha messo un forte: Fort Cove appunto.
Fort Cove
Arriviamo e posteggiamo e già notiamo un senso di tranquillità e pace nel paesino di case bianche ed erba inglese con musica in filo diffusione appena di fronte al forte.
Un simpatico signore canuto ci viene incontro e con un gran sorriso ci da il benvenuto e si offre di farci visitare il forte.
Il suo ottimo inglese (o pessimo, visto che noi capiamo tutto) ci permette di godere appieno della descrizione delle diverse stanze del forte (tutte ricostruite ma con materiale d'epoca) e degli anedotti sulla vita in quel posto, 100 anni fa.
In un paio di occasione alza la palla per un discorso religioso, ma sempre con delicatezza e rispetto. Ci offre una copia del libro di Mormon in italiano, che noi rifiutiamo gentilmente, ci lascia una foto con cartolina pre affrancata da spedire nel caso venissimo folgorati sulla via di Salt Lake City, un piccolo giochino di legno e 2 lecca lecca ai bambini, grazie e arrivederci.
Al netto dell'interessante visita, la cosa che ha colpito me e Ale è stato il senso di pace e tranquillità, il rispetto e l'accoglienza di quest'uomo che, come tanti altri volontari che portavano a fare il giro ad altri turisti, ci ha davvero accolto a "casa sua" trasmettendoci l'importanza per lui di quel luogo e trovando degli appigli nel racconto per ricondurlo alla vita spirituale. Noi invece abbiamo i militari fuori dal Duomo e dobbiamo fare il biglietto (12€) se vogliamo entrarci...bah..
Salt Lake City
Come detto Young arriva nel deserto e dice "Questo è il luogo" e fonda Salt Lake City. In realtà il mio modesto pensiero, è che la sua sia stata l'idea di "business" di un visionario carismatico e determinato. Nel senso che ha pensato che un posto così infame nessuno l'avrebbe voluto e visto che anche i Mormoni nessuno li voleva, se si fossero messi lì avrebbero avuto vita facile.
In realtà all'inizio non è stato così facile, e qualcuno ha anche detto "ma che posto di M... hai scelto come terra promessa"...fatto sta che alla fine ha avuto ragione lui, e ora Salt Lake City è una piccola metropoli dove le case d'epoca mantenute (ad esempio quella in cui ha vissuto lui) fanno da contrappasso a moderni grattacieli
Tutta la città gravita intorno a Temple Square, nata nel luogo dove Young ha detto "questo è il posto". Il tempio gigantesco è stato terminato nel 1893, 40 anni dopo la posa della prima pietra.
Il tempio come detto è molto grande, come le strade che circondano la piazza, dato che dovevano consentire a carri trainati da 12 buoi utilizzati per il trasporto del materiale di fare inversione.
Anche qui un sacco di volontari ti avvicinano per raccontarti cose. Hanno la Bibbia sotto braccio piena di post-it per citare i brani che più richiamano il discorso, ma sono sempre poco invadenti, sorridenti e gioiosi.
Sulla sommità del tempio c'è una statua dell'angelo Moroni.
I Mormoni, presentissimi a Salt Lake City, quasi uno stato nello stato, hanno anche costruito un grande e molto bello centro commerciale di fronte a Temple Square dove noi andiamo a fare 4 compere e mangiare. Purtroppo capitiamo nel Fast Food più Slow del mondo. Dopo 15 minuti di attesa per essere accomodati, nonostante la sala semi vuota, e prese le ordinazioni, passano 45 minuti senza che ci portino nulla.
Finalmente riusciamo a mangiare, paghiamo e via, verso l'albergo.
Selfie e buonanotte.
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