lunedì 14 agosto 2017

GIorno 10 - Valle della Morte - Las vegas

Km 431
oggi raggiungiamo le nostre prime 1000 miglia.
Partenza un po' presto per evitare la caldazza e poter vedere tutto, visto che ieri alla fine non siamo riusciti a fare granchè.
Partiamo alle 9:00 (il nostro presto è sempre un po' relativo) e rifaciamo la strada del giorno prima, per raggiungere le dune.

Ci fermiamo solo per un rifornimento rapido a Stovepipe Wells,


e Cecilia riesce a comprare un cappellino che, onestamente, le sta davvero bene :-)

ed Edoardo si fa immortalare con un camion dei pompieri un po'...stanco :-)

Raggiungiamo quindi le dune e anche se il cartello non è dei più incoraggianti,


 e il caldo non è poi così forte (dopotutto ci sono solo 40°) convinciamo i bambini ad uscire dalla macchina.
I bambini si fanno prendere dalla sabbia e corrono, per poi stramazzare qualche secondo dopo.
Il tempo di un paio di foto e dentro all'auto con l'aria condizionata a palla.


Cecilia naturalmente non perde occasione per mettere in pratica anni e anni di esercizio arrampicata alberi e sfoggiare il suo nuovo acquisto



Ripartiamo e arriviamo, vicino a Mustard Canyon, ad una miniera di boro nella quale lavoravano il materiale presente nelle rocce circostanti per estrarlo e raffinarlo, in modo poi da trasportare il materiale già raffinato. Lo facevano con il carro qui sotto trainato da 20 muli...
A pensare a 'sti poveretti (quasi tutti cinesi) che lavoravano in condizione assolutamente proibitive....

Dopo Furnace Creek (il nome dovrebbe darvi qualche indicazione del caldo) lasciamo la 190 e proseguiamo fino al Gold Canyon.


Qui ci incamminiamo verso la passeggiata di 1 miglio (2,5 km), ma dopo una decina di minuti lasciamo perdere e torniamo alla macchina per proseguire scendendo nel cuore della valle fino a raggiungere il livello del mare


per poi, attraverso una strada sterrata


raggiungere il Devils Goulf Course (il campo da Golf del Diavolo) dove la terra spaccata dall'arsura è ricoperta da un resistentissimo strato di sale reso affilatissimo dal vento.





Scendiamo ancora fino a raggiungere i meno 85,5 mt del bacino di Bad Water, il punto più basso degli Stati Uniti e uno dei più bassi del mondo.





Qui il caldo, il vento caldo, il riverbero sono davvero forti da rendere difficilissimo ogni passo. Alessandra vuole vedere cosa c'è in fondo, ma secondo noi è un miraggio, perchè non vediamo nulla se non sale sale e sale...Decidiamo allora di esaudire le preghiere dei bambini che sono devastati da questa situazione ambientale e io mi sacrifico tornando in auto con loro, mentre Alessandra procede verso il suo miraggio. Torna dopo 5 minuti molto provata, e senza aver visto nulla se non sale, sale, sale!

Giriamo il muso della macchina e ritorniamo verso il centro della valle, passando dalla Artist's palette una parte della valle dove le diverse eruzioni e i diversi minerali presenti nelle rocce, creano montagne con una serie di colori inusuali, proprio come fosse una tavolozza di un artista.






Ritorniamo a Furnace Creek per mangiare qualcosa e riprendiamo la 195 per uscire dalla Valle.
Ci fermiamo a Zabriskie point, reso famoso dall'omonimo film di Antonioni del 1970, e comunque bellissimo per colori e forme smussate delle rocce, modellate dal vento e dagli agenti atmosferici.



Usciamo da questo posto stranissimo che a me piace davvero tanto, nonostante il caldo allucinante.


Guidare attraverso questi panorami su queste strade che partono dal nulla e finiscono nel niente è davvero molto bello. Usciamo quindi dalla Valle della Morte, ed entriamo in Nevada alla volta di Las Vegas

Prima di lasciare il deserto passiamo da Rhyolite, una città fantasma dei primi del 900, dove c'è anche un muso all'apertodi artisti un po' fuori di cotenna, ma interessante.



Prendiamo la 95 e ci lasciamo il deserto alle spalle e con esso uno spettacolare tramonto su quest'altra strada disegnata col righello circondata dal nulla


Ed è con questi luoghi negli occhi che verso le 21.00 entro in Las Vegas e come sempre, quando mi è capitato di guidare entrando in LV su queste strade a 7 corsie, proveniendo dalla Valle della Morte, mi sento messo in lavatrice...
Arriviamo al Trovelodge Motel, direttamente sulla Strip, ma non vistoso e sfarzoso (e costoso) come gli altri grandi alberghi. 

Selfie di rito,


cena li vicino e nanna.




Giorno 9 - Sanger - Valle Della Morte

Km 495
Posto con un giorno di ritardo a causa di assenza di rete nella prima parte della Death Valley.

Le partenze sono sempre laboriose e con calma usciamo dalla roulotte che è stata la nostra camera d'albergo per questa notte.
I bambini giocano con i cani della padrona e Edo si sgarbella una guancia nel frutteto per sfuggire al cane, che nel frattempo terrorizza Cecilia mordicchiandola (giocando).
Curati i feriti e consolati gli affranti partiamo: destinazione colazione!

Nel frattempo tirate d'orecchie a Edo per il suo 9° compleanno e telefonate di parenti attenti al fuso orario.

Eccoci quindi da McDonalds, che qui negli USA ha una serie di offerte anche per la colazione, alcune delle quali appena sbarcate anche in Italia. A differenza dell'Italia, però la parola "fast" nella denominazione è un eufemismo....allora, d'accordo che abbiamo preso 1 cioccolata, un latte, 1 succo di arancia, 1 caffe, 1 pancake, salsiccia, patate, uova strapazzate, 1 pancake, salsiccia, patate, marmellate, 1 caffe, 1 milk shake alla vaniglia, 1 milkshake alla fragola, 1 panino bacon uova...ma il servizio è stato lento, aggiungendoci la lentezza dei bambini a mangiare....alle 11:30 eravamo ancora lì, a 314 Km dalla nostra destinazione odierna: la valle della morte!

Dopo quasi 3 ore, finalmente imbocchiamo la 395 North, la vecchia strada che collegava San Diego al Canada, e qualche Km dopo Coso (si, una cittadina che si chiama Coso...Ciao, dove abiti? Lì, in quel posto, aspetta, come si chiama?...non mi viene in mente...si...coso...e soprattutto i suoi abitanti come si chiamano? Cosi? Cosiani? Cosesi?..vabhe)...dicevo qualche Km dopo Coso svoltiamo a Est sulla 190
, che ci porterà nel cuore della Valle dell Morte!




Già da questa foto il caldo ed il sole accecante si fanno sentire, nonostante sia già tardo pomeriggio. Edo che già normalmente non sopporta il caldo non ne vuole sapere di mettersi in posa per la foto di rito...come dargli torto? La macchina segna 46°!

Verso le 17 arriviamo a Panamint Spring dove alloggeremo nell'omonimo motel con le casette che sembrano delle vecchie baracche da minatori.


All'interno della camera, Edo trova una sorpresa! Auguri di buon Compleanno dallo staff, cioccolato caramelle e un secchio pieno di ghiaccio con una bottiglia di root beer (una bibita tipo dr Pepper, a metà fra colluttorio e infuso di cannella...)


L'idea è di sfruttare il tramonto (più fresco e con una luce migliore) per visitare parte del parco, in modo da non fare tardi il giorno successivo. In realtà il caldo ha già mietuto le prime vittime e Ale è stesa: mal di testa e cervicale. Si riposa una mezz'oretta e - nonostante non sia servito a nulla - rimonta in macchina. Ci addentriamo nella valle, lei in coma, i bambini si addormentano e quindi solo io posso godermi questo posto (per me magico) con questa luce che disegna ombre altrimenti inesistenti.

Vi sparo di fila un po' di foto!