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sabato 19 agosto 2017

Giorno 15 - Green River - Bryce Canyon - Panguitch

Seconda Parte

Partiti dal paesino di 300 anime nel mezzo del nulla americano, continuiamo la nostra corsa di 90 minuti verso il Bryce Canyon dove arriviamo verso le 15:30
Solita foto di rito, ritiro della mappa e via verso il primo punto di vista.

Il primo impatto non è particolarmente scenografico: bel canyon rosso...

ma dopo aver visto gli altri...camminiamo ancora un po' e vediamo la vera peculiarità del Bryce Canyon, cioè  di avere una serie di conformazioni scavate dal vento e dall'acqua che vanno a formare una serie di "pinnacoli" (non è certo il termine scientifico) o guglie dalle forme e dai colori differenti a seconda dell'esposizione e del tipo di roccia.


Decidiamo di fare una passeggiata di 4 km fra andare e tornare con 300 m di dislivello, partendo da Sunrise point.


L'obiettivo è scendere nel canyon e raggiungere "Il giardino della Regina Vittoria"
L'inizio della passeggiata non tranquillizza Alessandra essendo un sentiero ripido e senza nessuna protezione verso la vallata e con i mostri che saltabeccano non si sente per nulla tranquilla...

Questo non mi impedisce però di costringerla a qualche foto


E di farmi fare una foto in mezzo ai pinnacoli con terrore e insulti dell'Ale.

Il percorso ci permette di vedere le guglie da sotto e di apprezzarne la loro mutevolezza sia in termini di forme che di colori e di apprezzare com la natura sia caparbia, e se un albero vuole crescere lì in mezzo alla terra rossa, e al vento...lo fa!


Arriviamo in fondo senza troppa fatica, e capiamo il motivo del nome a questo punto: una guglia ricorda tantissimo una statua della Regina Vittoria.

Siamo in dubbio se proseguire la passeggiata, risalendo da un altro punto e prendere la navetta x tornare all'auto, ma i tempi come sempre sono stringenti e decidiamo di lasciar perdere.

Facciamo quindi la foto al medaglione per provare che siamo davvero stati qui e affrontiamo la risalita che appare più faticosa.

Un tratto di strada la percorriamo con 2 ragazzi del Tennessee che ci hanno attaccato bottone (cosa molto comune), ci facciamo fare una foto


E poi ci distaccano mentre noi ansimando rallentiamo il passo.

In realtà non è stanchezza la mia, ma piuttosto la volontà di scattare belle foto, da tutte le angolazioni

di questi pinnacoli dalle forme più strane e diverse...

guardate qui ci sono due pinnacchi + 2


Stanchi ma felici riprendiamo l'auto per andare a vedere altri  2 punti dai quali la quantità delle guglie è evidente.
Il primo si chiama Inspirational point, e qui le guglie sono davvero molte.




Il secondo invece, da cui si può apprezzare l'interezza dell'anfiteatro dentro il quale si sviluppa questa parte di parco, si chiama Bryce Point



Qui facciamo amicizia con un piccolo scoiattolo, che però ha più paura di noi e non ci frega nulla, questa volta

Torniamo all'auto e poi in mezz'ora all'albergo nella città di Panguitch. Piccola cittadina con la main street rimasta ferma un po' agli anni 30/40

Selfie di rito in albergo
e cena lì vicino. Io mangio dell'insalata che credo sia la prima verdura vera (a parte la lattuga negli hamburgher) che mangio da 2 settimane!

Edoardo ormai è diventato un esperto a chiedere al ristorante. Dobbiamo aiutarlo, ma si barcamena molto bene, chiede il refill della coca cola, la cannuccia, ordina (..qualche volta si incarta: un giorno ha detto "I'm a Sprite"...Questa sua intraprendenza mi piace molto.
Finito di cenare siamo tornati in albergo, i bambini a letto, Ale ha provato a litigare con quelli della carta di credito, ma senza grossi risultati... e poi nanna

Giorno 15 - Green River - Bryce Canyon - Panguitch

KM 370
La tappa di Green River è solo di "avvicinamento" al prossimo punto di interesse. Questa volta infatti siamo a 3:40 dalla nostra meta, ma il prossimo albergo è solo a 30 minuti. Quindi invece che fare la visita e poi il trasferimento, prima ci trasferiamo e poi visitiamo....forse riusciamo ad essere in albergo prima delle 23!
Visto la cena saltata ieri, iniziamo con una colazione. Questa volta in un locale "non brandizzato".
Edo torna alla sua colazione del campione, con uova e bacon e poi partiamo.


Prima parte

Capiamo subito che questo viaggio pensato come solo viaggio di trasferimento in realtà ci riserverà alcune sorprese interessanti.

Innanzitutto scopriamo che il Green River, fiume dal quale prende nome la cittadina che ci ha ospitato questa notte, è il principale affluente del Colorado ed è lungo 1.170 Km: mica pizza e fichi! Giusto per darvi un'idea il Po è lungo praticamente la metà.

Partiamo quindi per il Brice Canyon sulla I-70 ma poco dopo dal nulla appare una catena montuosa perpendicolare alla strada, tagliata giusto per far passare l'autostrada
.
Incuriosito mi fermo nella piazzola di sosta piena di cartelli e scopro che quello è il San Rafael Swell, ovvero un "ingrossamento" (il nome tecnico è anticlinale) del terreno creato nel Paleocene. Questa piega nel terreno si estende per 121 x 64 km e guardando google earth, è evidente come in passato fosse un limite importante al passaggio in questa zona. Motivo per il quale negli anni 30 prima e nell'85 poi, hanno ben deciso di tagliarla a metà e farci passare una strada.



Dopo questa interessante scoperta, continuiamo sulla la I-70 per un po' e poi deviamo a sud sulla UT-72 che sale prima dolcemente e poi un po' più decisamente fra il Capitol Reef National park e la Fish Lake National Forest, che non sono niente di famoso, ma che ho trovato affascinanti.

Innanzitutto sono montagne mediamente alte (circa 3.200 metri) ed il passo (quindi il punto più alto che si raggiunge in auto) è l'Hogan Pass a 2.693 metri slm (lo Stelvio, per intenderci è a 2.757).

Quindi da un lato hai la sensazione di essere in montagna, ma dall'altro la vegetazione è molto più simile a quella ...chessò... della sardegna o dei monti dietro la costa azzurra. Non ci sono pini montani alti alti alti e a punta (come in alta montagan), ma più pini marittimi, bassi, contorti dal vento. Il terreno è secco, quasi sabbioso, ma ricoperto di bassi arbusti verdi.

I pendii poi non sono scoscesi, verticali, sassosi, ma morbidi, ricoperti di verde...quindi sei come sulle dolomiti, ma con l'erba e le colline della Toscana...e poi il nulla....non un pastore, una baita, una malga, una costruzione di qualsiasi tipo...solo montagne, morbide e una strada larga,  con il limite a 80 (ve lo immaginate salire al Pordoi a 80 all'ora?)


Scendendo, si arriva alla prima cittadina (Fremont) che è a 2.200 mt (Cervinia è a 2.050) e qui inizia la prateria, con un po' di mucche a destra e manca e un sacco di prati coltivati a fieno e ranch.

Visto che la fame avanza, ci fermiamo qualche km più a valle, a Kosharem un paese di 300 abitanti sorto nel 1877. Il paese non è niente di che, ma sulla sua main street troviamo da mangiare degli ottimi hamburger in un posto per niente turistico, ma anzi frequentato dalla gente del luogo.



Nutriti, proeseguiamo verso il Bryce Canyon, dove arriviamo verso le 15.00...ma di questo vi racconto domani!