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venerdì 25 agosto 2017

Giorno 21 - Yellowstone -Thermopolis

350 Km
La notte alla fine è stata abbastanza calda, nessuno è morto soffocato e grazie a qualcuno che ha chiamato dall'italia alle 4 di notte e mi ha svegliato, ho potuto ricaricare la stufa e mantenere il caldo quindi fino alla mattina.
Il programma per oggi è di visitare la parte Nord del parco (Mammoth spring) , eventualmente tornare al centro e, uscendo da est, vedere quello che non avevamo ancora visto...per poi farsi 3 ore di viaggio ed arrivare a Thermopolis.
Fatta colazione partiamo, sperando davvero questa volta di non fare coda per entrare.
Effettivamente in quattro e quattr'otto siamo dentro, ma dopo qualche km...la coda inizia e, un po' a singhiozzo, prosegue fino all'incrocio, dove giriamo verso nord.

Ne aprofittiamo per fermarci ad Artist Paintpot, saltato nei giorni scorsi per l'impossibilità di posteggiare.
Artist Paintpot è un bacino dai colori davvero vivaci con diversi fenomeni che messi vicini fanno sembrare davvero la pentola di un pittore (poco fantasiosi, vi ricordate l'Artist's palette della valle della morte?)







Finita la visita, proseguiamo ancora verso nord. Qui non ci sono tante code, ma la strada è davvero tanta (circa 40 Km) e fra l'altro piena di lavori con senso unico alternato per un pezzo.
Nei 90 minuti di viaggio diventa importante feramrsi a fare una pipì e troviamo un simpatico punto con le montagne fatte di sassi quadrati...sembra di essere dentro Minecraft :-)
Naturalmente i bambini  non perdono l'occasione per arrampicarsi e ci scappa una foto.

un po' alleggeriti, riprendiamo il viaggio e arriviamo dietro Mammouth Spring.
La caratteristica di questo punto è che l'acqua, ricca di carbonato di calcio, esce con calma depositando il carbonato di calcio in formazione morbide e rototnde.
Il carbonato di calcio (nulla di più del calcare che trovate nella vostra acqua di casa) se ha il tempo di depoistarsi, e di attraversare cicli di sommersione ed emersione genera il travertino che può essere bianco latte o, a seconda degli ossidi che incorpora, giallo e rosso.

Gli alberi non apprezzano molto questo terreno e infatti non se la passano bene, ma danno spunto a belle fotografie (almeno per me)




Se poi il sole spunta e colora di blu il cielo, il contrasto con il bianco del terreno e gli alberi spilucchiati rendono il panorama molto particolare

Finita la strada panoramica che si inerpica attraverso queste conformazioni di travertino arriviamo sul davanti dove si può apprezzare una vera montagna morbidosa e bianca e gialla.

Decidiamo di fermarci per vederla bene e mangiare qualcosa, anche se sono già le 15:00, e abbiamo ancora 3 ore e mezza per arrivare al prossimo albergo, la cui reception sembra chiuda alle 21...

Provo a parcheggiare, giro da una parte, giro dall'altra...mi sembra di essere sui navigli il sabato sera e, come l'ultima volta che sono stato costretto ad andare in macchina sui navigli il sabato sera, dopo 10 minuti mi rompo le balle e decido che Yellowstone l'abbiamo visto abbastanza!

Finalmente riusciamo ad avere campo e scoprire che forse è più breve uscire dal gate a Nord est, invece che tornare indetro fino al centro del parco per uscire da quello est... e quindi così sia.

E miglior scelta non fu mai fatta. Quest'uscita, che porta in Montana, sembra poco frequentata e soprattutto ci consente, finalmente, di incontrare un po' di animali selvatici bordo strada.

Ecco quindi che finalmente riusciamo a vedere da "vicino" ma non troppo delle corna di bisonte


cosa non facile, visto che si mimetizzano abbastanza bene e che comunque sono sembre dietro a brucare


Altro incontro è un nido di Falco Pescatore..anche se non proprio facile da vedere

Inizia a piovere e sotto un acquazzone usciamo dal parco entrando nel Wyoming 
dove comunque continuiamo ad incontrare animali sulla strada, anche se un po' più comuni :-)

Questa nuova strada ci porta a percorrere una strada di montagna davvero bella e "divertente" (per chi guida) che svalica al "passo dell'indiano morto" fornendo una vista davvero estrema


Arriviamo a Thermopolis alle 20:55 e scopriamo che in realtà la cosa delle 21:00 era un consiglio più che un obbligo, anche se troviamo l'ufficio chiuso. Chiamiamo il titolare che arriva in 5 minuti.
Cena da McDonalds (sigh) unico posto aperto, selfie di rito e nanna

Prima di chiudere questo lungo capitolo su Yellowstone, devo dire che è il parco che più ci ha deluso. Forse non eravamo pronti alla folla, forse era una quantità di gente inusuale a causa dell'Eclissi o del Natale in Agosto (tradizione dei dipendenti del parco risalentea al 1930 che festeggiano Natale il 25 Agosto).
Fatto sta che date le dimensioni pensare di visitare Yellowstone tutto in un giorno è impossibile, data la quantità di gente, noi non ci siamo riusciti neanche in 3...
Leggendo però questo simpatico articolo, però, direi che ci è comunque andata bene!

Giorno 20 - Yellowstone




Lo so siete curiosissimi di sapere come è andata la notte nella tenda. provo a spiegarvelo con poche parole...UN FREDDO CANE...
Voglio dire: c'era il piumone, ci eravamo portati qualcosa id pesante, c'era la stufa....ma se alle 5 di mattina la stufa ha bruciato tutta la legna, il caldo se ne è andato, tu puoi anche avere il corpo al caldo ma la testa è fuori dalle lenzuola!! i bambini tutti infreddoliti si sono buttati nel lettone, e così abbiamo dormito ancora qualche ora e poi via, verso un'altra giornata a Yellowstone.

Visto che nell'accampamento la reception funge un po' da punto di aggregazione, e la sera fanno il falò offrendo caffè e cioccolata calda, il programma di oggi prevede di uscire presto, andare subito al parco, cenare al ristorante vicino all'accampamento per poter vivere un po' anche quest'esperienza...come vedrete nulla di tutto ciò succederà :-)

Innanzitutto il nostro presto è sempre relativo e con il freddo becco che fa ad uscire dalle coperte è difficile alzarsi. La speranza che l'accesso al parco fosse più agevole è stata una semplice speranza, perchè nei fatti la coda (anche se un po' meno) ce la siamo fatta lo stesso.

Chiediamo ai ranger se la strada per l'Old Faithful è stata riapaerta ed ottenuto risposta positiva puntiamo dritto al grande gayser...non me la sarei perdonata non vederne almeno uno...quindi tanto vale puntare al più famoso.

Arriviamo con fatica la posteggio e sfrutto tutta la mia milanesità e la Laruea in posteggio creativo per mollare la macchina in un posto decente, pipì (visto che da quando siamo partiti sono passati 90 minuti buoni) e vediamo un assembramento intorno ad un buco con un pennacchio di fumo.

Chiediamo, e ci dicono che è prevista l'eruzione fra qualche minuto....finalmente una botta di culo!

Ci mettiamo in attesa, dal pertugio inizia a ribollire l'acqua, il vento sposta il fumo, la folla rumoreggia, incita la geotermia a fare il proprio dovere e a mantenere la promessa mai fatta, ma pretesa, l'attesa è palpabile, tutti sfoderano il proprio strumento per registrare l'evento che sia telefonino, macchina fotografica o videocamera, pronti ad immortalare il momento e a portare a casa la prova che loro fossero li a vederlo davvero... ed ad un certo punto, dalla terra esce questo

...un cazzo di spruzzo d'acqua....

Scusate il torpiloquio ma evidentemente il gayser non mi ha emozionato.

Un po' delusi ci compiacciamo di aver fatto la pipì prima, e quindi di non dover fare la coda anche per quello (visto che tutti i partecipanti all'evento una volta terminato hanno pensato al loro proprio spruzzo d'acqua) e soprattutto siamo soddisfatti da aver aspettato giusto 5 minuti.

Ale sulla pessima guida aveva letto di un gayser molto più bello ma raggiungibile solo a piedi (il Lone Gayser)con una passeggiata di qualche ora e con una cadenza di 3 ore. Per evitare di incamminarci ed arrivare lì ad eruzione appena avvenuta, andiamo al Visitor Center per avere informazioni sulla previsione.
La risposta è stata abbastanza disarmante: "No no prediciamo quel gayser, perchè è talemente lontano che non abbiamo nessuno. Sappiamo che è eruttato quando la gente torna e ce lo dice". Ale chiede, se per i bambini la camminata sarebbe faticosa e se ci sono pericoli ed il ranger risponde " bha, sono stati ritrovati dei corpi di animali sbranati, quindi probabilmente ci sono degli orsi li in giro. Sarebbe meglio avere con sè lo spray anti-orso"... ... ... ok, il Lone Gayser può stare "lone" ancora per un po'.

Dietro all'old Faithful c'è tutto il bacino geotermale che lo alimenta e come tutti gli altri ricco di altri fenomeni: decidiamo di fare un giro. Vi metto un po' di foto per darvi l'idea delle strane viste che si possono avere e dei diversi risultati che un po' di acqua calda sotto il suolo può creare











Dal giro ci sono altri punti di vista dell'Old Faithul, e monitorando il numero di persone che si assipeavano intorno all'orifizio terrestre, era possibile capire quanto mancasse alla successiva eruzione. Ci siamo quindi fermati al momento giusto per poter vedere per la seconda volta l'eruzione dell'Old Faithful

 Da questa angolazione e senza tutta la gente davanti ha un po' di fascino...ma ancora una volta...solo un po'.

CI dirigiamo verso il lago di Yellowstone, ma ancora una volta la strada è davvero tanta, e le code a caso che si incontrano rendono il percorso ancora più lungo.
Arriviamo ad un'altro bacino prospiciente il lago. Scendo dall'auto solo io, visto che nel frattempo Edo e la Ceci si sono addormentati, e scatto qualche foto



Decidiamo, per mantenere il nostro tavolo prenotato alle 20.00 di iniziare ad uscire dal parco. Naturalmente nel tragitto ci fermiamo ad osservare altri punti interessanti, magari da lontano senza scendere dalla macchina






Il sole inizia a scendere, la luce è proprio bella anche se delle grosse nuvole si stanno acumulando sopra la nostra testa. Il probelma è che sono le 7:40 e siamo ancora ben lontani dall'uscire dal parco...tutti belli incolonnati. Provo a chiamare il ristorante ma all'interno del parco il cellualre prende un po' come gli piace.

Mentre stiamo cercando di escogitare un piano B, ecco che si spiega uno dei motivi della coda: le auto sono tutte ferme per fare la foto a lui.

 Un bisonte nel suo habitat. Fatte un po' d foto, ne aprofitto per documentare anche l'ora ormai tarda. con questa bella foto di tramonto sul fiume


Finalmente usciamo, arriviamo al ristorante alle 20.20, ma la ragazza - gentilmente - ci dice che c'è da aspettare forse fino a 45 minuti....ora...ok che siamo arrivati tardi, ma se già c'ho gli zebedei girati perchè arrivo in ritardo di 20 minuti, se poi devo aspettarne altri 45....capisci che...Faccio notare alla signorina che non ho intenzione di aspettare così tanto, e lei, con gentilezza ci chiede di aspettarne 20. Giusto il tempo per metterci in lungo e accendere la stufa, in modo da tornare con la tenda già un po' calda.

Edo mangia la sua bisteccazza da cowboy (qui abbiamo mangiato veramente bene!) e alle 22 riusciamo ad uscire dal ristorante...Il falò dovrebbe essere fino alle 10:30/11:00 dai forse un pochino riusciamo a seguirlo...
Usciamo dal ristorante e .... piove .... allora è destino!
Visto che cmq avevamo già promesso la cioccolata andiamo lo stesso alla reception.
Ci accontentiamo della stufa a gas, ma l'importante è che ci sia la cioccolata calda!

Torniamo in tenda e ci prepariamo per la notte. La stufa che avevo acceso un po' di corsa prima, non aveva tenuto e la legan si era spenta. Quindi zero caldo in tenda. Accendo nuovamente il mezzo e lo riempio di legna, sperando che scaldi per più tempo.

Se invece di bigiare alle superiori avessi studiato le leggi della termodinamica, forse avrei capito che mettere più legna vuol dire solo fare più caldo, non lo stesso caldo per più tempo...ed infatti nel giro di qualche decina di minuti, in tenda fa un caldo soffocante tanto da costringermi ad aprire la porta e far entrare un po' d'aria fresca della notte, vanificando gran parte del lavoro fatto per riscaldarla.

Nel frattempo i bambini si sono addormentati (o sono morti soffocati?!?) la temperatura è tornata decente...si può dormire!

giovedì 24 agosto 2017

Giorno 19 - Big Sky -Yellowstone

240 Km
Questa mattina abbiamo avuto modo di guardare meglio l'albergo in cui abbiamo pernottato e confermo l'idea già fatta: una figata!

Svegliarsi con il fiume davanti ed un prato verde smeraldo, ti fa fare pace col mondo e iniziare la giornata felice, anche se la sera prima nonbhai potuto godere della jacuzzi esterna riscaldata

Colazione, carichiamo la macchina e via verso Yellowstone solo ad un'ora scarsa di distanza.
Visto che è quasi mezzogiorno quando arriviamo, decidiamo di passare dalla nostra nuova casa x i prossimi 2 giorni prima di entrare al parco. Si tratta infatti di una soluzione di campeggio di lusso: sotto una tenda, ma con la tenda già montata, un letto vero e non una branda, una doccia e un bagno personale. Essere in tenda alle porte di Yellowstone, a me piace molto come idea.

Percorriamo la lunga strada sterrata e arrivviamo alla reception che è all'interno di una grossa tenda bianca. Ci informano che la tenda non è ancora pronta, e che visto che le auto non possono entrare nel campo, quando arriveremo, ci verranno a prendere i bagagli e con un golf cart ci porteranno alla tenda.



Ok. capito come funziona ed appurato che possiamo anche far tardi, ci muoviamo alla volta del parco.

Vi ricordate che dicevo che molti avevano avuto la stessa nostra idea di andare a Yellowstone dopo l'eclissi? Ecco, ci avevo azzeccato, infatti la coda x entrare è molto lunga e sembra di essere in tangenziale il venerdì pomeriggio. Anche avere il pass dei parchi che abbiamo e che ci da diritto alla corsia preferenziale, non ci aiuta granchè.

Abituati alle piccole dimensioni dei parchi visitati fino ad ora, facciamo fatica ad orientarci in questo parco veramente molto grande (si estende per quasi 9.000 Km2... a titolo di confronto le Marche si estendono per 9.366 Km2)

Questo significa anche che dal gate d'ingresso al centro del parco ci sono circa 23 Km e che se la metà di questi li devi fare in coda, da quando entri a quando arrivi da qualche parte ci passa un'altra ora.

Diciamo che però il parco ripaga subito i nostri sforzi facendoci incontrare delle gazzelle tranquille che brucano nelle grandi praterie poco dopo l'ingresso

Il parco, oltre che per l'orso Yoghi, è famoso per i Gayser, fenomeno dovuto all'enorme vulcano che se ne sta sotto il parco scaldando l'acqua. L'Old Faithful è il gayser più famoso, tanto che tutti vogliono vederlo al punto da costringere i ranger a chiuder la strada che porta lì.

Decidiamo allora di cambiare meta, visto che abbiamo ancora 2 giorni e mezzo.
Scopriamo che oltre ai famosi spruzzi, il pentolone, a causa del sottile strato roccioso e di altri fattori che non sto qui a speigarvi, crea una serie di pozze, fumarole, sbuffi, e diversi fenomeni geotermici.

Il primo lo incontriamo "poco" dopo

Proseguiamo e oltre a fiumi e piccole cascate, arriviamo al primo grande bacino dove varie ribollenti e maleodoranti pozze d'acqua e di fango, da un lato fanno terra bruciata (in senso stretto) e creano quindi un deserto, dall'altro colorano la roccia e l'acqua nei modi più strani e variegati.

Scopriamo che l'acqua calda è calda calda (dai 50° a salire) e che esistono microorganismi che hanno imparato a vivere a quelle temperature e che sono loro i responsabili della colorazione rossa.


Le pozze invece con l'acqua più limpida son talmente calde da non permettere a nessun microorganismo di vivere.

Tutti questi fenomeni messi insieme provocano dei paesaggi lunari, con la terra bianca, i fiumi rossi, e gli alberi morti a causa del troppo caldo

Tutte le "attrazioni", a differenza degli altri parchi, non sono a ridosso dei posteggi, ma necessitano quasi sempre una camminata di almeno 5 minuti. Inoltre, visto che spesso quello da vedere è esteso (come il bacino di cui sopra) per averne una visione completa è necessario fare una passeggiatina di 15-20 minuti... Se si somma questa caratteristica ai lunghi tempi di percorrenza, le code per accedere ai posteggi, i tempi di foto e riprese...il numero di cose che si possono vedere sono poche e il tempo passa inesorabile.

La cosa positiva di dormire vicino al parco e di starci 2 notti è che possiamo restare dentro fino a tardi, quando il sole inizia a scendere e la sua luce accende in maniera diversa tutte le cose.

Anche Yellowstone ha il suo canyon, e quindi andiamo a vederlo.

A differenza però degli altri fiumi che hanno creato i canyon che abbiamo visto, questo ha una bella cascata impetuosa.

Ci rimettiamo in macchina per uscire dal parco e godere del paesino nato appena fuori, cercando un posto dove cenare....o almeno, queste sono le intenzioni visto che la coda per uscire è allucinante.
Verso le 21 riusciamo a guadagnare l'uscita del parco e disperati ci buttiamo nel primo posto utile.

Capitiamo in un bar di quelli veri, con tavoli da biliardo, tavoli da poker e monitor per le partite. Notate il cowbay attempato che fa il piacione con la cameriera in canotta dietro la Ceci.
Ci informano che dalle 22 non sono ammessi minorenni nel locale, mangiamo di corsa e via nella tenda.

Naturalmente non può mancare il selfie nella tenda,
 dopo che la ragazza che ci ha accompaganto con le valige ci ha acceso la stufa.

I bambini dormono dentro le brandine nei sacchi a pelo
mentre noi abbiamo un lettone con un bel piumone!
Il tempo di qualche foto sotto le stelle

e poi buonanotte