Questa mattina abbiamo avuto modo di guardare meglio l'albergo in cui abbiamo pernottato e confermo l'idea già fatta: una figata!
Svegliarsi con il fiume davanti ed un prato verde smeraldo, ti fa fare pace col mondo e iniziare la giornata felice, anche se la sera prima nonbhai potuto godere della jacuzzi esterna riscaldata
Colazione, carichiamo la macchina e via verso Yellowstone solo ad un'ora scarsa di distanza.
Visto che è quasi mezzogiorno quando arriviamo, decidiamo di passare dalla nostra nuova casa x i prossimi 2 giorni prima di entrare al parco. Si tratta infatti di una soluzione di campeggio di lusso: sotto una tenda, ma con la tenda già montata, un letto vero e non una branda, una doccia e un bagno personale. Essere in tenda alle porte di Yellowstone, a me piace molto come idea.
Percorriamo la lunga strada sterrata e arrivviamo alla reception che è all'interno di una grossa tenda bianca. Ci informano che la tenda non è ancora pronta, e che visto che le auto non possono entrare nel campo, quando arriveremo, ci verranno a prendere i bagagli e con un golf cart ci porteranno alla tenda.
Ok. capito come funziona ed appurato che possiamo anche far tardi, ci muoviamo alla volta del parco.
Vi ricordate che dicevo che molti avevano avuto la stessa nostra idea di andare a Yellowstone dopo l'eclissi? Ecco, ci avevo azzeccato, infatti la coda x entrare è molto lunga e sembra di essere in tangenziale il venerdì pomeriggio. Anche avere il pass dei parchi che abbiamo e che ci da diritto alla corsia preferenziale, non ci aiuta granchè.
Abituati alle piccole dimensioni dei parchi visitati fino ad ora, facciamo fatica ad orientarci in questo parco veramente molto grande (si estende per quasi 9.000 Km2... a titolo di confronto le Marche si estendono per 9.366 Km2)
Questo significa anche che dal gate d'ingresso al centro del parco ci sono circa 23 Km e che se la metà di questi li devi fare in coda, da quando entri a quando arrivi da qualche parte ci passa un'altra ora.
Diciamo che però il parco ripaga subito i nostri sforzi facendoci incontrare delle gazzelle tranquille che brucano nelle grandi praterie poco dopo l'ingresso
Il parco, oltre che per l'orso Yoghi, è famoso per i Gayser, fenomeno dovuto all'enorme vulcano che se ne sta sotto il parco scaldando l'acqua. L'Old Faithful è il gayser più famoso, tanto che tutti vogliono vederlo al punto da costringere i ranger a chiuder la strada che porta lì.
Decidiamo allora di cambiare meta, visto che abbiamo ancora 2 giorni e mezzo.
Scopriamo che oltre ai famosi spruzzi, il pentolone, a causa del sottile strato roccioso e di altri fattori che non sto qui a speigarvi, crea una serie di pozze, fumarole, sbuffi, e diversi fenomeni geotermici.
Il primo lo incontriamo "poco" dopo
Proseguiamo e oltre a fiumi e piccole cascate, arriviamo al primo grande bacino dove varie ribollenti e maleodoranti pozze d'acqua e di fango, da un lato fanno terra bruciata (in senso stretto) e creano quindi un deserto, dall'altro colorano la roccia e l'acqua nei modi più strani e variegati.
Scopriamo che l'acqua calda è calda calda (dai 50° a salire) e che esistono microorganismi che hanno imparato a vivere a quelle temperature e che sono loro i responsabili della colorazione rossa.
Tutti questi fenomeni messi insieme provocano dei paesaggi lunari, con la terra bianca, i fiumi rossi, e gli alberi morti a causa del troppo caldo
Tutte le "attrazioni", a differenza degli altri parchi, non sono a ridosso dei posteggi, ma necessitano quasi sempre una camminata di almeno 5 minuti. Inoltre, visto che spesso quello da vedere è esteso (come il bacino di cui sopra) per averne una visione completa è necessario fare una passeggiatina di 15-20 minuti... Se si somma questa caratteristica ai lunghi tempi di percorrenza, le code per accedere ai posteggi, i tempi di foto e riprese...il numero di cose che si possono vedere sono poche e il tempo passa inesorabile.
La cosa positiva di dormire vicino al parco e di starci 2 notti è che possiamo restare dentro fino a tardi, quando il sole inizia a scendere e la sua luce accende in maniera diversa tutte le cose.
Anche Yellowstone ha il suo canyon, e quindi andiamo a vederlo.
A differenza però degli altri fiumi che hanno creato i canyon che abbiamo visto, questo ha una bella cascata impetuosa.
Verso le 21 riusciamo a guadagnare l'uscita del parco e disperati ci buttiamo nel primo posto utile.
Capitiamo in un bar di quelli veri, con tavoli da biliardo, tavoli da poker e monitor per le partite. Notate il cowbay attempato che fa il piacione con la cameriera in canotta dietro la Ceci.
Ci informano che dalle 22 non sono ammessi minorenni nel locale, mangiamo di corsa e via nella tenda.
Naturalmente non può mancare il selfie nella tenda,
dopo che la ragazza che ci ha accompaganto con le valige ci ha acceso la stufa.
I bambini dormono dentro le brandine nei sacchi a pelo
mentre noi abbiamo un lettone con un bel piumone!
Il tempo di qualche foto sotto le stellee poi buonanotte



















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