venerdì 24 agosto 2018

Platja d'Aro

Questi 6 giorni sono passati principalmente fra albergo e spiaggia, motivo per il quale non ne ho fatto un resoconto puntuale.
Come detto l'albergo è stata davvero un'ottima scelta, sia per il cibo che per la posizione. Infatti, pur essendo a 2 minuti a piedi dalla via principale, piena di locali e negozi, era un po' defilato dal casino, e proprio sopra alla spiaggia.



La terrazza dell'albergo, poi aveva davvero una bellissima vista ed è dove si trovava la sala ristorante






In questi giorni, quindi abbiamo fatto vita da mare, leggendo sotto l'ombrellone

Facendo immersioni

 e facendo tantissimi bagni con e senza materassino!!!







Non ci siamo però limitati alla spiaggia: abbiamo anche fatto un po' di arrampicata su questa struttura alta 15 metri a tre piani. Naturalmente cecilia ha voluto provare tutto!






Abbiamo giocato a Minigolf




E l'ultima sera, l'abbiamo passata al Luna Park, facendo praticamente tutto.






6 Giorni riposanti e divertenti!

sabato 18 agosto 2018

Decimo GIorno - Carcassonne - Platja de Aro

Sabato 18 Agosto
Questa mattina ci siamo svegliati a Carcassonne. Il programma prevede colazione, gita al castello e partenza per la Costa Brava, dove ci svaccheremo in riva al mare in attesa di Venerdì prossimo, giorno del rientro.
Tutto procede secondo i piani, l'unico dubbio è se fare la colazione in albergo a 15 € a testa...insomma non per fare i pitocchi, ma 60€ per la colazione mi sembra un po' impegnativo. Usciamo dall'albergo in cerca di un posto dove poter placare gli stomaci svuotati da una notte di sonno. Ma stranamente alle 10 di mattina tutti i locali, anche quelli con in bella mostra un menu da "petit dejeuner" sono chiusi. Se si aggiunge che molti sono all'aperto ed il vento gelido della sera prima non si è calmato, decidiamo di tornare in albergo e farcene una ragione.
Chi ha conosciuto mio papà può tranquillamente scorgere il suo stile nel mio "bambini, riempitevi ben bene che a pranzo si salta" I due piccoli mostri quando si tratta di mangiare mi ascoltano al volo, e fanno incetta di qualisvoglia proposta dell'albergo: bacon, cereali, brioche, latte, succo, pomodori, pane e marmellata. (a dirla tutta neanche io e Ale ci tiriamo indietro😁)
Rifocillati e pronti per affrontare la giornata, torniamo in camera, impacchettiamo le ultime cose e facciamo il check-out....sorpresa... i 15€ erano solo per gli adulti, i bambini erano gratis! Forse hanno deciso di cambiare la policy dopo aver visto cosa hanno mangiato i nostri 😂😂
Lasciamo giù i bagagli e partiamo alla visita del castello con relativi camminamenti.

Mentre siamo in coda, capisco che è possibile fare anche il bbiglietto online, andando direttamente all'ingresso. Prontamente sfrutto la tecnologia, e risparmio 30 minuti buoni!
All'inizio della visita c'è un filmato di 15 minuti. Volevo saltarlo, ma i bimbi si sono seduti in prima fila (sembrano degli zulu con le pelrine di vetro: se c'è uno schermo con delle immagini si siedono incantanti a vedere, anche se non capiscono nulla!)
Bhè, devo dire che questa volta li devo ringraziare, perchè il video era davvero interessante e spiegava come questa cittdella fondamentale nella difesa dell'impero francese quando si trovava ai confini, è diventata inutile e caduta in discuso appena l'impero si è allargato ed il confine con la Spagna si è spostato un centinaio di km più in la.
Il video spiegava come questo l'abbia mandata in rovina e quasi abbandonata, e come le pietre siano state saccheggiate per costruire abitazioni fra i due fossati. La chiesa distrutta, le mura sneza più merli....
Finchè uno l'ha vista, ha trovato una tomba medievale nelle fondamenta della chiesa, ed ha iniziato a ristrutturla come ai tempi di luigi XIV. E quella che vediamo oggi è il risultato di quell'opera di archeologia architettonica,



 Poi, qualche mese fa, è arivato un artista e ha deciso di fare un'installazione mettendo dei centri concentrici di alluminio pitturato su muri e tetti, muovendo ulteriormente le mura della cittò


Finito il giro delle mura, usciamo. Un hot dog diviso due per i bambini (tanto per fare un rinforziono alla colazione) e via verso l'albergo a prendere le valigie e partire per le 2h30 di auto che ci separano dalla Spagna.
Purtroppo non abbiamo considerato (e anche se l'avessimo fatto non avremmo potuto fare diversamente) che ci saremmo trovati a viaggiare verso il mare di Sabato, insieme a molti altri francesi, spagnoli, italiani, tedeschi olandesi...tutti sulla stessa autostrada. Quindi fra soste tecniche e code, le 2h30 sono diventate più 3 o 4...fatto sta che alle 19:20 arriviamo al nostro albergo a Platja d'Aro.

Proprio carino e ci ha detto bene per il fatto che la nostra stanza familiare sia una di quelle appena ammodernate.

Piccola passeggitata per vedere il mare,


cena in albergo con un po' di acrobazie nel capire il menu e spiegarlo ai bambini. Bambini soli in camera davanti alla TV, mentre io e Ale ci siamo presi il lusso di una veloce passeggiate sul viale principale che sembra davvero molto animato.
Tornati in camera, tutti a letto...e domani....mare....!



venerdì 17 agosto 2018

Nono Giorno - Verso Carcassonne

Nono Giorno - Verso Carcassonne
Mentre Alessandra prepara le vligie, noi ci godiamo l'ultimo giorno di piscina.
Asciugati, cambiati carichiamo macchina e bambini e partiamo alla volta di Carcassonne. Il viaggio dovrebbe essere breve, ma è pur sempre Venerdì, ed anche i francesi vanno verso il mare intasando le strade. Fortunatamente il navigatore ci suggerisce strade alternative, facendoci scoprire una zona della Francia davvero carina, che ricorda un po' il nostro Chianti, con viti, dolci colline, campi di girasole e villaggi davvero carini.

Arriviamo a Carcassonne verso le 18. Prendiamo possesso della camera, e facciamo un piccolo giro per la cittadina medievale cercando dove cenare.


Visto il vento che si è alzato, e che abbiamo preso solo un cambio dalla macchina, lasciando il valigione con tutti i vestiti lunghi in macchina, decidiamo di rientrare subito dopo cena in albergo, per essere pronti domani a visitare bene la città e poi partire per la Spagna, spernado di non trovare troppo traffico, nonostant sia Sabato.

giovedì 16 agosto 2018

Ottavo Giorno - Aigues Mortes e le salin du midi

16 Agosto.
Oggi, ultimo giorno in Camargue siamo andati ad Aigues Mortes. Una città dal nome non proprio affascinante, ma piena di storia. E' stata costruita nel 1204 per permettere a Luigi IX di avere uno sbocco sul mediterraneo da cui partire per le crociate ed ottenere il controllo delle più antiche saline d'Europa.

Essendo una città costruita in mezzo al nulla, il re ha deciso di farla ben protetta e circondata da mura belle spesse e torri disseminate lungo tutto il perimetro.
La città, o meglio, il paesello è piccolino, ed è possibile passeggiare sulla cinta muraria girandolo tutto avendo da lassù la percezione di quanto sia piccola: da sopra la cinta muraria è infatti possibile vedere da un lato all'altro.
Il giro delle mura è abbastanza lungo, ma in ogni torre è allestita un'area museale che fornisce maggiori informazioni sulla città e sul periodo storico
Arrivando sul lato sud si riesce ad apprezzare le saline che dividono Aigues Mortes dal Mar mediterraneo con il loro caratteirstico colore rosa e le montagne di sale raccolto negli anni precedenti




I colori sono intensi ed il rosa, il verde ed il blu si stagliano all'orrizonte.
Il giro delle mura termina con la torre di costanza: un mastio imponente che smebra uscito da un secchiello di un gigante visto i suoi muri di 6 metri. La torre termina con una torre a punta ed è stata usata come prigione per gli ugonotti fra cui Marie Durand, figlia e sorella di pastori protestanti, arrestata a 18 anni e rimasta imprigionata per 38 anni, piuttosto che rinnegare la propria fede,
Usciti da Aigues Mortes ci siamo diretti alle Saline Du Midi che possono essere visitate attraverso ad un toru guidato (solo in francese) su un trenino. Abbiamo fatto un po' di casino col navigatore ed il traffico particolarmente intenso in quella zona ci ha fatto perdere quasi un'ora. La paura di non arrivare in tempo per l'ultima visita stava aumentando, ma siamo riusciti a prendere all'ultimo il penultimo! Per fortuna perchè è stata una visita davvero interessante e curiosa, con belle prospettive su aigues mortes

Le saline non sono altro che un sistema di bacini all'interno delle quali viene fatte entrare acqua dal mediterraneo e laciata evaporare grazie al caldo e al vento, fintanto che non rimane solo il sale.
 A Settembre, prima delle pioggie autunnali, il sale viene raccolto ed accumulato in grosse montagne bianche


 Su una di queste è stato possibile addirittura camminarci sopra per raggiungere la cima...come non fare una foto da lassù ai due mostriciattoli?
Finita la visita alle saline, siamo rientrati alla nostra base vicino a St Marie de la mer, raggiunto la città per la cena, Luna Park (volevi non finire tutti i gettoni?) e poi a nanna!

mercoledì 15 agosto 2018

Settimo Giorno - Arles e la Corsa Camarghese

15 Agosto
Oggi, ferragosto, abbiamo deciso di passarlo ad Arles, e di assistere alla Corsa Camarghese che si svolge dentro l'arena. Visto che lo spettacolo inizia alle 17.30, la mattina l'abbiamo trascorsa in piscina anche perchè ieri ci siamo davvero distrutti...basti dire che i bambini si sono svegliati alle 9.30...

Facciamo per partire e non trovo più il borsellino con dentro documenti, carte di credito e contanti...insomma: un disastro. Faccio mente locale alla sera prima e ricordo di averlo avuto fino ad un certo punto, poi non ho più certezze. Guardo in macchina, smontiamo tutti gli zaini, ribaltiamo le due camere, guardiamo in piscina. Penso di chiedere in albergo, ma essendo un albergo piccolo (solo 12 stanze) do per scontato che se mai l'avessero trovato, ed essendo stati in piscina tutta la mattina,me l'avrebbero detto....Bhe, come estremo tentativo chiediamo alla tipa dell'albergo (la stessa delle biciclette da adulto) e questa bella bella, come se niente fosse, come se non avessi già pensato se vendere il rene destro o quello sinistro per pagare il resto delle vacanze, come se non mi fossi già ammorbato all'idea di fare una denuncia a ferragosto....bella bella, dicevo, mi dice " ah sì, l'ho trovato sotto la vostra sedia dove avete fatto colazione"....Ma brutta testa di non ti dico cosa aprirlo e guardare passaporto, carta d'identità, carte di credito con il mio nome e venire a portarmelo?

Vabbè, sollevati dal pensiero di poter proseguire le nostre vacanze, con un'ora di ritardo rispetto alla nostra idea iniziale, partiamo alla volta di Arles.
Pranzo da McDonalds, per fare contenti i pupi, e arriviamo ai Campi Elisi di Arles, un viale disseminato di sarcofaghi con alla fine una chiesa mai terminata.


Carino,ma niente di che. Riprendiamo la macchina e arriviamo all'arena
Un anfiteatro romano costruito verso l'80 d.c ed è uno dei più grandi anfiteatri della Gallia...bhe niente a che vedere con il nostro Colosseo, ma forse meglio conservato.
Ci mettiamo in fila ed entriamo. Il colpo d'occhio è notevole
La corsa Camarghese è una sorta di corrida tipica della zona che è però incruenta. Senza entrare troppo nei dettagli del gioco (se volete tutta la spiega qui) lo scopo della Corsa camrghese è quello di sottrarre al toro (o più spesso un bue) degli "attributi", come piccole coccarde e laccetti, fissati sulla testa e sulle corna. I partecipanti al gioco sono detti raseteurs e non hanno armi o mantelli, ma solo uno strumento per togliere gli attributi.
Se caricati, l'unica cosa che possono fare è scappare e saltare al di là delle barriere di legno esterne all'arena. Alla fine della gara il toro se ne torna al pascolo.





Molto carina e particolare, anche se 2 ore forse sono un po' troppe: una sarebbe stata più che sufficiente.

Finita la corsa, abbiamo fatto un giro ad Arles, mangiato un gelato (non avevamo granchè fame) e fatto un giro lungo il Rodano, dove con il sole al tramonto sono stato ispirato forse dallo spirito di Van Gogh e ho fatto questa foto artistica a noi 4



martedì 14 agosto 2018

Sesto giorno - gita in bici al faro

14 Agosto
Oggi abbiamo noleggiato le biciclette con l'idea di fare una gita ad un faro. Anche se eravamo in orario, gli storditi dell'albergo ci hanno fatto avere 4 biciclette da adulti...anche tirando giù il sellino il più possibile, per la Ceci, e soprattuto per Edo, sarebbe stato abbastanza complicato.
Se ci avete seguito l'anno scorso, ricorderete che Edo non aveva una bici sua per attraversare il Golden Gate, ma era attaccato alla mia. Il fatto che quest'anno fosse in grado di guidare autonomamente era già un grande risultato: obbligarlo a farlo con una bici non adatta a lui, sarebbe stato chiedergli troppo! Cecilia, invece, ha provato a convincerci che lei ce l'avrebbe fatta...ma non ci siamo fatti intortare, e quindi abbiamo mollato le bici in albergo e siamo quindi andati in paese dove abbiamo potuto noleggiare delle bici adatte anche ai due mostri.

Ed ecco l'intinerario

Si tratta di una bella pista ciclabile fra il mare e la palude camarguese, su terreno non propio asfaltato, con qualche parte coperta da sabbia.
Armati di tutto quanto partiamo dando ai ragazzi l'incentivo di un bel bagno in mare. Cosa che avviene presto, visto che come si vede dal percorso la pista si allontana dal mare quasi subito.
 La spiaggia è quasi deserta, il mare quel tanto ondoso per farli divertire.


Finito il momento di ristoro (un po' troppo prematuro) ripartiamo in sella belli carichi
Il paesaggio è bello, e sul percorso ci sono anche un po' di pannelli esplicativi

Edo si ferma a leggerli, ma il dubbio è che sia più una scusa per prendere il fiato piuttosto che interesse per la fauna e la flora camarguese. Infatti a 7 Km dalla partenza la truppa perde i colpi e prova una timida insubordinazione. Giocando sulla logica matematica (abbiamo già fatto più della metà, tornare indietro è più lungo che andare avanti) riesco a serrare le fila e proseguire verso il faro.

La strada si fa sempre più sterrata, Alessandra rimpiange la sua scelta di city bike rispetto ad una mountain bike, il caldo afoso e la scarsa scorta di acqua peggiorano la situazione. A 4 Km dall'arrivo sembra tutto perduto, ma la vista del faro in lontananza infonde coraggio ai 4.
Con la speranza di trovare acqua fresca e un tavolo dove mangiare all'ombra, pedalata dopo pedalata proseguiamo, nonostante il male alle chiappe e i morsi della fame.

Alle 15 arriviamo finalmente al faro, dove possiamo comprare 2 bottiglie d'acqua da 1,5lt e finalmente rifocillarci
Il faro di per sè non è granchè, ma ci sembra la cosa più bella che potessimo vedere oggi.
Foto del ritorno non ce ne sono, perchè durante il nostro meritatissimo pranzo si è alzato il vento, naturalmente contrario, e quindi anch'io avevo malapena forza per pedalare. Esausti e un po' ustionati restituiamo le biciclette e andiamo a cena.

Lascio ai posteri lo scambio di battute con Edo a ricordo di questa giornata:
- bravo Edo, complimenti. Ti sei trovato in una situazione di difficoltà e ce l'hai messa tutta per uscirne!
- No papà...non mi sono trovato in diffcoltà...TU mi hai messo in una situazione di difficoltà!!!!