giovedì 9 agosto 2018

Primo giorno...PIOVE!

E dopo 500 Km e verso le 17 eccoci arrivati al caratteristico paesino di Castellane all'inizio delle Gorges du verdon, il Canyon più grande d'Europa.
La caratteristica principale di questo paesino è quello di essere sovrastato da una grossa rocca, sulla cui sommità c'è una chiesetta raggiungibile con 20 minuti di passeggiata.
Da sopra la rocca si può vedere il panorama delle gole del Verdon e del paese di Castellane...
...bhe ve lo racconto senza foto perchè non abbiamo visto nulla di tutto ciò data l'acqua boia che scendeva.



In assenza di un minimo utensile atto a riparare le 4 testoline dalle secchiate d'acqua, abbiamo optato per una bella partita a scala 40 (una chiusura di Edo e una delle Ceci...) cena in albergo (niente di chè), mezz'ora di cartoni e nanna.
Domani è previsto bello...cerchiamo di rifarci.

Con Tutta la calma del mondo partiamo!

Non è che ci siamo scapicollati a partire...ma finalmente ce l'abbiamo fatta! La Ceci con tutti i peluche possibili ed immaginabili e Edo con la Switch carica di giochi come se non ci fosse un domani.




Via verso il Verdon.



sabato 4 agosto 2018

Quasi pronti alla partenza

Quest'anno la meta è molto meno esotica degli Stati Uniti, ma visto che l'anno scorso vi abbiamo tenuto compagnia con il nostro diario di viaggio e che anche quest'anno le nostre vacanze saranno "on the road", eccoci di nuovo qui.

Grazie alla macchina fotografica impermeabile e antiurto tutta gialla che è arrivata a Edo e la Ceci per i loro compleanni, avrò un valido aiuto da due curiosi fotografi.

Per ora condivido con voi solo la presentazione che ho preparato per settare le aspettative ai due piccoli mostri...


4ontheroad 2018

martedì 29 agosto 2017

Giorno 24 - Casa e considerazioni

Ed eccoci a casa finalmente.
L'ultimo selfie, tradizione di questa vacanza, non poteva che non essere qui a casa.

Siamo tutti un po' stonati e per cercare di riprendere il fuso il prima possibile ci siamo sforzati di non crollare sul primo divano incontrato, quindi gelato da Patrizio, giro ai giardinetti dell'oratorio, piccola spesa all'esselunga: sapere dove si trovano le cose, prendere le confezioni senza leggere duecento volte per essere sicuro che non stai comprando qualcosa aromatizzato a qualcos'altro ti da un senso di sicurezza.

I commenti dei bambini li lascio in fondo a questo post attraverso due video che gli ho fatto l'altro ieri.

Credo e spero che - a prescindere da quanto hanno detto - questa esperienza rimanga nella loro mente e nel loro cuore e -magari dopo qualche anno di sedimentazione - la ricordino come davvero una bella avventura. Non è stato facile neanche per loro farsi 6.500 Km, vivere per  3 settimane insieme 24 ore al giorno, dormire nello stesso letto.

Per me, che passo poco tempo con loro, è stata una grande occasione per conoscerli, per parlare con loro, per apprezzare il lavoro quotidiano e la pazienza estrema (talvolta vacillante) che Alessandra ha coi due mostri.

Per me non era la prima volta negli Stati Uniti, e conoscevo già alcune cose che a noi Europei ed Italiani sembrano strane e fanno sorridere. In linea di massima io li definisco come dei bambini con i soldi. Non sono un fan sfegatato della loro cultura e del loro approccio alla vita, ma non posso non essere rimasto positivamente colpito da
- le loro bellezze naturali: girando per parchi non puoi non rimanere stupito per tutte queste meraviglie della natura che hanno.
i loro spazi, le loro praterie e le loro vallate immense (31 abitanti per Km2 contro i 206 dell'Italia)
- la loro organizzazione: sempre parlando di parchi (che non sono tutti gli USA) è sorprendente vedere come ci siano sempre posteggi per disabili, strade ben asfaltate, anche nei posti più assurdi (e quando sono sterrate, sono sterrate bene :-), bagni ogni tre per due sempre puliti e riforniti, anche se sono delle fosse biologiche, aree di sosta pulitissime
- il loro nazionalismo: tante le case con la bandiera fuori, senza che sia il 4 luglio. Nel bene e nel male loro sono fieri di essere americani, nonostante lo siano da meno di 300 anni
- i Mormoni: strana religione, vicina e lontanta dalla nostra, ma il senso di appartenenza e di serenità che i Mormoni che ho incontrato mi hanno lasciato, mi fa interrogare
- la loro predisposizione ad attaccar bottone ed "aiutare": forse per i bambini (ma è successo anche in viaggi passati senza bimbi) spesso sconosciuti ti attaccano bottone, o ti danno una dritta, un consiglio, un'informazione non richiesta, anche perdendo tempo, e anche senza che tu gliel'abbia chiesta

Ci sono anche tante cose che mi hanno fatto sorridere, e alcune delle quali sono dovute a quanto sopra:
- La loro passione per il freddo: aria condizionata a palla ovunque e ghiaccio sempre a disposizione
- Le loro procedure rigide: che ti portano ad aspettare quarti d'ora prima di sederti al ristorante, anche se la sala è mezza vuota
- Il retaggio di leggi puritante, in contrasto con quanto sappiamo succedere: Slot machine a perdifiato ma i bambini non ci si possono avvicinare; i bambini non possono sedersi al bancone del bar, ma nel locale sì, ma dopo le 22 devono essere fuori; non puoi bere alcolici all'aperto
- il loro senso di antico: per loro una cosa vecchia di 130 anni è un reperto storico...
- il loro rapporto col cibo: o super sano o super schifo. Ora mettono le calorie in ogni fast food...Sapete che un Milkshake al cioccolato sono 1.200 calorie? L'acqua fa mediamente schifo, e a Las vegas hanno provato a venderci 1 lt di acqua Fuji a 10$, quando 1,5 lt di Coca Cola costa 2$

E poi ci sono cose che mi fanno riflettere, come i paesini sperduti costruiti attorno alla strada, senza un vero "centro" e spesso costituiti da case prefabbricate o containers, a S.Francisco e Las Vegas la quantità di homeless che si trascinano la casa in un carrello, gente fuori di testa che urla contro il vento tutta la propria rabbia contro non si sa cosa, la loro fierezza nell'essere paladini della democrazia, quando hanno abolito la segregazione raziale nel 1965, la considerazione che fra il 1400 e il 1600 in Italia scoppiava il Rinascimento, si dipingeva la cappella Sistina, Leonardo inventava, studiava e dipingeva, e in America i nativi vivevano in tende e i pueblo erano poco più che grotte chiuse da mattoni di fango: questo ha permesso ai conquistadores prima e agli "americani" poi di avere il predominio e annientarli.

e adesso, dopo il mio sproloquio, ecco la testimonianza di Edo e Cecilia: cosa vi è piaciuto di questo viaggio?



domenica 27 agosto 2017

Giorno 24 - Il Lungo Ritorno Tappa 1

Eccoci per il lungo viaggio di ritorno

La sicurezza è stata bravissima e ha trovato nello zaino dell'Ale il coltellino che non trovavamo più. :-)
Mangiato da Panda Express e pronti per l'imbarco.

sabato 26 agosto 2017

Giorno 23 - Rawlins - Denver

Km 396
Miglia totali 4.030
Km totali 6.486,7

Siamo arrivati quindi a quest'ultimo giorno che è stato praticamente solo di trasferimento. Denver non sembrava offrisse grandi cose da vedere e quindi abbiamo deciso di spendere le 2 ore che avevamo a disposizione in un outlet sulla strada. La Ceci ha comprato le sue prime scaroe con i lacci.
Abbiamo cenato prima di arrivare in albergo da Denny's uno dei primi posti dove abbiamo mangiato qui negli USA, un po' a voler chiudere il cerchio.
Arrivati in albergo l'ultimo doveroso selfie
Seguiteci anche domani, nel viaggio di rientro più lungo del mondo: Denver-Detroit-Parigi-Malpensa

Giorno 22 - Thermopolis - Rawlins

350 Km
Oggi il programma è RELAX.
Niente musei, meraviglie naturali,animali, shopping...
Nel decidere dove fermarsi nella nostra discesa vers o Yellowstone, mi aveva incuriosito la cottà di Thermopolis sia x il suo museo sui dinosauri che per le sue acque termali.
Ieri sera leggendo i soliti depliant dell'albergo ho avuto conferma di aver fatto la scelta giusta.
Intorno alla sorgente di acqua terrmale
 
 infatti non hanno costruito una SPA fighetta con smoothie al sedano e the nero raccolto da mani vergini durante il plenilunio, ma un parco pubblico, con giochi, panchine e tavolini con annesso barbeque, un bagno pubblico gratuito e 2 strutture private che utilizzano l'acqua termale a 30 gradi.Noi abbiamo scelto la piscina Star Plunge: 12$ a persona 1$ per noleggiare gli asciugamani.
Visto prezzi di altre attrazioni in USA (ma anche in Italia) questa mi sembra assolutamente conveniente.
La struttura ha una piscina esterna a 30 gradi con trampolino e piccolo scivolo, una piscina interna a 32 gradi con 2 vasche idromassaggio più calde, una vasca termale a 37, 2 scivoli e la caverna del vapore.
Ale e i bambini hanno apprezzato molto, e anch'io non ho disdegnato. Cecilia si è cimentata, dopo aver visto il suo paoà farlo, con il tuffo dal trampolino di 3mt, con grande gioia della mamma.


Siamo usciti dalla piscina verso le 16:30, senza aver ancora mangiato. Ci fermiamo in un baracchino per strada e la domanda di Cecilia "Ma è merenda o pranzo?" rende l'idea di quanto siano stati sballottati in queste settimane. :-)

Belli rilassati e rifocillati riprendiamo la strada verso Rawlins, che in qualche modo è la strada verso la fine delle vacanze...ma visto che vogliamo proprio provarle tutte, nei pressi del paese di Shoshoni, dalla superficie di 9 Km quadrati  (come Lissone) e 645 anime (Lissone ne ha 44 mila!) non mi sono accorto che la zona cittadina non era ancora finita e ho accelerato un po'. Lampeggianti, accosto e un simpatico poliziotto mi fa notare che andavo a 44 miglia orarie invece che 30 (come dire a 70 invece che 50).


Non ero granchè preoccupato, perchè comunque italiano, nel mezzo degli USA, con due bambini a bordo...però anche la storia di Saetta McQueen è iniziata con una multa per eccesso di velocità...
A me è andata anche meglio, che non ho neanche dovuto pagare la multa!

Verso le 9 arriviamo a Rawlins, raggiungendo i 6.000 Km di questo viaggio.
Facciamo il selfie
e in teoria dovremmo andare a cena, ma nessuno ha fame, salvo poi un'oretta dopo, saccheggiare la macchinetta dell'albergo di schifezze ...

Rimaniamo quindi in albergo a guardare la tv e cosa c'è? Dirty Dancing, e così iniziamo Cecilia ai polpettoni sentimentaloni che hanno condito le nostre adolescenze (più quelle di Ale che mie).


E dopo Dirty Dancing...tutti a nanna per la penultima notte negli USA!


venerdì 25 agosto 2017

Giorno 21 - Yellowstone -Thermopolis

350 Km
La notte alla fine è stata abbastanza calda, nessuno è morto soffocato e grazie a qualcuno che ha chiamato dall'italia alle 4 di notte e mi ha svegliato, ho potuto ricaricare la stufa e mantenere il caldo quindi fino alla mattina.
Il programma per oggi è di visitare la parte Nord del parco (Mammoth spring) , eventualmente tornare al centro e, uscendo da est, vedere quello che non avevamo ancora visto...per poi farsi 3 ore di viaggio ed arrivare a Thermopolis.
Fatta colazione partiamo, sperando davvero questa volta di non fare coda per entrare.
Effettivamente in quattro e quattr'otto siamo dentro, ma dopo qualche km...la coda inizia e, un po' a singhiozzo, prosegue fino all'incrocio, dove giriamo verso nord.

Ne aprofittiamo per fermarci ad Artist Paintpot, saltato nei giorni scorsi per l'impossibilità di posteggiare.
Artist Paintpot è un bacino dai colori davvero vivaci con diversi fenomeni che messi vicini fanno sembrare davvero la pentola di un pittore (poco fantasiosi, vi ricordate l'Artist's palette della valle della morte?)







Finita la visita, proseguiamo ancora verso nord. Qui non ci sono tante code, ma la strada è davvero tanta (circa 40 Km) e fra l'altro piena di lavori con senso unico alternato per un pezzo.
Nei 90 minuti di viaggio diventa importante feramrsi a fare una pipì e troviamo un simpatico punto con le montagne fatte di sassi quadrati...sembra di essere dentro Minecraft :-)
Naturalmente i bambini  non perdono l'occasione per arrampicarsi e ci scappa una foto.

un po' alleggeriti, riprendiamo il viaggio e arriviamo dietro Mammouth Spring.
La caratteristica di questo punto è che l'acqua, ricca di carbonato di calcio, esce con calma depositando il carbonato di calcio in formazione morbide e rototnde.
Il carbonato di calcio (nulla di più del calcare che trovate nella vostra acqua di casa) se ha il tempo di depoistarsi, e di attraversare cicli di sommersione ed emersione genera il travertino che può essere bianco latte o, a seconda degli ossidi che incorpora, giallo e rosso.

Gli alberi non apprezzano molto questo terreno e infatti non se la passano bene, ma danno spunto a belle fotografie (almeno per me)




Se poi il sole spunta e colora di blu il cielo, il contrasto con il bianco del terreno e gli alberi spilucchiati rendono il panorama molto particolare

Finita la strada panoramica che si inerpica attraverso queste conformazioni di travertino arriviamo sul davanti dove si può apprezzare una vera montagna morbidosa e bianca e gialla.

Decidiamo di fermarci per vederla bene e mangiare qualcosa, anche se sono già le 15:00, e abbiamo ancora 3 ore e mezza per arrivare al prossimo albergo, la cui reception sembra chiuda alle 21...

Provo a parcheggiare, giro da una parte, giro dall'altra...mi sembra di essere sui navigli il sabato sera e, come l'ultima volta che sono stato costretto ad andare in macchina sui navigli il sabato sera, dopo 10 minuti mi rompo le balle e decido che Yellowstone l'abbiamo visto abbastanza!

Finalmente riusciamo ad avere campo e scoprire che forse è più breve uscire dal gate a Nord est, invece che tornare indetro fino al centro del parco per uscire da quello est... e quindi così sia.

E miglior scelta non fu mai fatta. Quest'uscita, che porta in Montana, sembra poco frequentata e soprattutto ci consente, finalmente, di incontrare un po' di animali selvatici bordo strada.

Ecco quindi che finalmente riusciamo a vedere da "vicino" ma non troppo delle corna di bisonte


cosa non facile, visto che si mimetizzano abbastanza bene e che comunque sono sembre dietro a brucare


Altro incontro è un nido di Falco Pescatore..anche se non proprio facile da vedere

Inizia a piovere e sotto un acquazzone usciamo dal parco entrando nel Wyoming 
dove comunque continuiamo ad incontrare animali sulla strada, anche se un po' più comuni :-)

Questa nuova strada ci porta a percorrere una strada di montagna davvero bella e "divertente" (per chi guida) che svalica al "passo dell'indiano morto" fornendo una vista davvero estrema


Arriviamo a Thermopolis alle 20:55 e scopriamo che in realtà la cosa delle 21:00 era un consiglio più che un obbligo, anche se troviamo l'ufficio chiuso. Chiamiamo il titolare che arriva in 5 minuti.
Cena da McDonalds (sigh) unico posto aperto, selfie di rito e nanna

Prima di chiudere questo lungo capitolo su Yellowstone, devo dire che è il parco che più ci ha deluso. Forse non eravamo pronti alla folla, forse era una quantità di gente inusuale a causa dell'Eclissi o del Natale in Agosto (tradizione dei dipendenti del parco risalentea al 1930 che festeggiano Natale il 25 Agosto).
Fatto sta che date le dimensioni pensare di visitare Yellowstone tutto in un giorno è impossibile, data la quantità di gente, noi non ci siamo riusciti neanche in 3...
Leggendo però questo simpatico articolo, però, direi che ci è comunque andata bene!

Giorno 20 - Yellowstone




Lo so siete curiosissimi di sapere come è andata la notte nella tenda. provo a spiegarvelo con poche parole...UN FREDDO CANE...
Voglio dire: c'era il piumone, ci eravamo portati qualcosa id pesante, c'era la stufa....ma se alle 5 di mattina la stufa ha bruciato tutta la legna, il caldo se ne è andato, tu puoi anche avere il corpo al caldo ma la testa è fuori dalle lenzuola!! i bambini tutti infreddoliti si sono buttati nel lettone, e così abbiamo dormito ancora qualche ora e poi via, verso un'altra giornata a Yellowstone.

Visto che nell'accampamento la reception funge un po' da punto di aggregazione, e la sera fanno il falò offrendo caffè e cioccolata calda, il programma di oggi prevede di uscire presto, andare subito al parco, cenare al ristorante vicino all'accampamento per poter vivere un po' anche quest'esperienza...come vedrete nulla di tutto ciò succederà :-)

Innanzitutto il nostro presto è sempre relativo e con il freddo becco che fa ad uscire dalle coperte è difficile alzarsi. La speranza che l'accesso al parco fosse più agevole è stata una semplice speranza, perchè nei fatti la coda (anche se un po' meno) ce la siamo fatta lo stesso.

Chiediamo ai ranger se la strada per l'Old Faithful è stata riapaerta ed ottenuto risposta positiva puntiamo dritto al grande gayser...non me la sarei perdonata non vederne almeno uno...quindi tanto vale puntare al più famoso.

Arriviamo con fatica la posteggio e sfrutto tutta la mia milanesità e la Laruea in posteggio creativo per mollare la macchina in un posto decente, pipì (visto che da quando siamo partiti sono passati 90 minuti buoni) e vediamo un assembramento intorno ad un buco con un pennacchio di fumo.

Chiediamo, e ci dicono che è prevista l'eruzione fra qualche minuto....finalmente una botta di culo!

Ci mettiamo in attesa, dal pertugio inizia a ribollire l'acqua, il vento sposta il fumo, la folla rumoreggia, incita la geotermia a fare il proprio dovere e a mantenere la promessa mai fatta, ma pretesa, l'attesa è palpabile, tutti sfoderano il proprio strumento per registrare l'evento che sia telefonino, macchina fotografica o videocamera, pronti ad immortalare il momento e a portare a casa la prova che loro fossero li a vederlo davvero... ed ad un certo punto, dalla terra esce questo

...un cazzo di spruzzo d'acqua....

Scusate il torpiloquio ma evidentemente il gayser non mi ha emozionato.

Un po' delusi ci compiacciamo di aver fatto la pipì prima, e quindi di non dover fare la coda anche per quello (visto che tutti i partecipanti all'evento una volta terminato hanno pensato al loro proprio spruzzo d'acqua) e soprattutto siamo soddisfatti da aver aspettato giusto 5 minuti.

Ale sulla pessima guida aveva letto di un gayser molto più bello ma raggiungibile solo a piedi (il Lone Gayser)con una passeggiata di qualche ora e con una cadenza di 3 ore. Per evitare di incamminarci ed arrivare lì ad eruzione appena avvenuta, andiamo al Visitor Center per avere informazioni sulla previsione.
La risposta è stata abbastanza disarmante: "No no prediciamo quel gayser, perchè è talemente lontano che non abbiamo nessuno. Sappiamo che è eruttato quando la gente torna e ce lo dice". Ale chiede, se per i bambini la camminata sarebbe faticosa e se ci sono pericoli ed il ranger risponde " bha, sono stati ritrovati dei corpi di animali sbranati, quindi probabilmente ci sono degli orsi li in giro. Sarebbe meglio avere con sè lo spray anti-orso"... ... ... ok, il Lone Gayser può stare "lone" ancora per un po'.

Dietro all'old Faithful c'è tutto il bacino geotermale che lo alimenta e come tutti gli altri ricco di altri fenomeni: decidiamo di fare un giro. Vi metto un po' di foto per darvi l'idea delle strane viste che si possono avere e dei diversi risultati che un po' di acqua calda sotto il suolo può creare











Dal giro ci sono altri punti di vista dell'Old Faithul, e monitorando il numero di persone che si assipeavano intorno all'orifizio terrestre, era possibile capire quanto mancasse alla successiva eruzione. Ci siamo quindi fermati al momento giusto per poter vedere per la seconda volta l'eruzione dell'Old Faithful

 Da questa angolazione e senza tutta la gente davanti ha un po' di fascino...ma ancora una volta...solo un po'.

CI dirigiamo verso il lago di Yellowstone, ma ancora una volta la strada è davvero tanta, e le code a caso che si incontrano rendono il percorso ancora più lungo.
Arriviamo ad un'altro bacino prospiciente il lago. Scendo dall'auto solo io, visto che nel frattempo Edo e la Ceci si sono addormentati, e scatto qualche foto



Decidiamo, per mantenere il nostro tavolo prenotato alle 20.00 di iniziare ad uscire dal parco. Naturalmente nel tragitto ci fermiamo ad osservare altri punti interessanti, magari da lontano senza scendere dalla macchina






Il sole inizia a scendere, la luce è proprio bella anche se delle grosse nuvole si stanno acumulando sopra la nostra testa. Il probelma è che sono le 7:40 e siamo ancora ben lontani dall'uscire dal parco...tutti belli incolonnati. Provo a chiamare il ristorante ma all'interno del parco il cellualre prende un po' come gli piace.

Mentre stiamo cercando di escogitare un piano B, ecco che si spiega uno dei motivi della coda: le auto sono tutte ferme per fare la foto a lui.

 Un bisonte nel suo habitat. Fatte un po' d foto, ne aprofitto per documentare anche l'ora ormai tarda. con questa bella foto di tramonto sul fiume


Finalmente usciamo, arriviamo al ristorante alle 20.20, ma la ragazza - gentilmente - ci dice che c'è da aspettare forse fino a 45 minuti....ora...ok che siamo arrivati tardi, ma se già c'ho gli zebedei girati perchè arrivo in ritardo di 20 minuti, se poi devo aspettarne altri 45....capisci che...Faccio notare alla signorina che non ho intenzione di aspettare così tanto, e lei, con gentilezza ci chiede di aspettarne 20. Giusto il tempo per metterci in lungo e accendere la stufa, in modo da tornare con la tenda già un po' calda.

Edo mangia la sua bisteccazza da cowboy (qui abbiamo mangiato veramente bene!) e alle 22 riusciamo ad uscire dal ristorante...Il falò dovrebbe essere fino alle 10:30/11:00 dai forse un pochino riusciamo a seguirlo...
Usciamo dal ristorante e .... piove .... allora è destino!
Visto che cmq avevamo già promesso la cioccolata andiamo lo stesso alla reception.
Ci accontentiamo della stufa a gas, ma l'importante è che ci sia la cioccolata calda!

Torniamo in tenda e ci prepariamo per la notte. La stufa che avevo acceso un po' di corsa prima, non aveva tenuto e la legan si era spenta. Quindi zero caldo in tenda. Accendo nuovamente il mezzo e lo riempio di legna, sperando che scaldi per più tempo.

Se invece di bigiare alle superiori avessi studiato le leggi della termodinamica, forse avrei capito che mettere più legna vuol dire solo fare più caldo, non lo stesso caldo per più tempo...ed infatti nel giro di qualche decina di minuti, in tenda fa un caldo soffocante tanto da costringermi ad aprire la porta e far entrare un po' d'aria fresca della notte, vanificando gran parte del lavoro fatto per riscaldarla.

Nel frattempo i bambini si sono addormentati (o sono morti soffocati?!?) la temperatura è tornata decente...si può dormire!