sabato 11 agosto 2018

Terzo GIorno - Pedalò sul Verdon e verso la Camargue

Questa mattina ci siamo svegliati di buon'ora sia per essere sicuri di arrivare in tempi brevi al lac de sainte-croix sia per godere della colazione sulla terrazza dell'albergo proprio sopra il Verdon

Finita la colazione e caricata con facilità l'auto, visto la bravura di Alessandra a compattare roba per 18 giorni (e la capienza del baule) partiamo alla volta del Lago.
L'obiettivo, prima di iniziare il trasferimento verso la Camargue, è di fermarsi sul lago artificale e noleggiare un pedalò, per risalire brevemente il Verdon. Preparando il viaggio ho letto che i pedalò vanno via come il pane, e quindi bisgona arrivare per tempo...direi che il rischio di non fare il bagno è un buon incentivo ai ragazzi per farli disciulare, e così in quattro e quattr'otto e nonostante alcune soste per ammirare il panorama




siamo arrivati al lago.

Come detto il lago è un bacino idroelettrico alimentato dal Verdon e da cui prende il colore verde intenso. E' possibile risalire per qualche chilometro il fiume, navigando fra le gole del Canyon che abbiamo visto in questi giorni e, naturalmente, fare qualche tuffo.





Naturalmente è questa la parte più divertente per i bambini, ma anch'io non mi faccio mancare un tuffo nelle rinfrescanti acque verdi.

Non so se perchè Sabato, o perchè Agosto, o per il caldo...o per tutti e 3 questi fattori, fra canoe, pedalò, barche a motere eelettrico e padding surf...il Verdon sembrava la tangenziale est il venerdì sera :-)

Asciugati e rinfrescati saltiamo in macchina: veloce (si fa per dire: non che i francesi spicchino per velocità quando si tratta di cibo) pranzo e prima tappa a Moustiers-Sainte-Marie pittoresco paesino con l'immancabile via crucis di 260 gradini per raggiungere la cappella in cima al monte...



Ma dico: costruire le cappelle intitolate alla Madonna al piano terra non si poteva? Sempre in cima la cocuzzolo bisogna metterle?




Vabbhè, ci siamo fatta quella di Castellane, non possiamo farci mancare anche questa.
A parte gli scherzi, anche questa ha una vista molto carina e in fondo in fondo si vede ancora il lago da cui proveniamo.

Altra caratteristica di questo paese è che fra le due cime della rocca che sovrasta l'abitato è stata tesa una catena con in mezzo una stella, che brilla in mezzo al cielo.
Sembra essere un ex voto di un crociato tornato sano e salvo, anche se non tutti sono concordi su questa versione. Comunque questa non è la stella originale, visto che nel corso dei secoli è già caduta 11 volte...Quella attuale - rivestita di una lamina d'oro - è alta 125 cm e pesa 150 Kg.


Fatto un giro in paese, che è davvero carino, risaltiamo in macchina, decidiamo di saltare le altre due tappe che avevo ipotizzato e ci dirigiamo dritti dritti in Camargue.

Arriviamo in albergo, davvero molto molto carino, con piscina e veranda che da verso la tipica piatta steppa...l'ideale per sdraiarsi a vedere le stelle cadenti: ne abbiamo beccate 3 o 4, quanto basta per andare a letto soddisfatti.






venerdì 10 agosto 2018

Giorno 2 - Verdon

Svegli quasi in tempo, cerchiamo di reifarci di quanto perso ieri a causa del maltempo.
Veloce giro a Castellane, che come già detto Castellane è sormontata da una rocca sulla quale sorge una chiesetta, raggiungibile con una passaeggiata di 20 minuti...circa...perchè non raggiungerla?


Ecco quindi che dopo 40 minuti arriviamo in cima dalla quale si può ammirare tutta la cittadella di Castellane, ed apprezzare il verde del Verdon (anche se a causa delle pioggie di ieri, è più Marron che Verdon)


Una volta tornati in paese, fatto un po' di spesa per poter avere il pranzo, partiamo alla volta della Gola del Verdon. Puntiamo più precisamente verso la Point Sublime, sapendo che pochi metra prima ci si può inserire nel sentiero Martel e percorrerne un pezzetto. Il sentiero completo infatti, necessita di 6/7 ore e non è tutto adatto ai bambini (non l'ho detto a Cecilia, diversamente si sarebbe intestardita e avrebbe preteso di farlo tutto in 4 ore :-) )


La passeggiata è molto bella, il sole caldo ma non eccessivo (nonostante fra una cosa e l'altra siamo arrivati alle 13 ad iniziarla). Il sole non è un problema anche perchè parte dle percorso è all'interno di grotte.


Grazie alla luce dei cellulari riusciamo a percorrere tutte e tre le gallerie (alcune anche lunghette) e...
... e quindi uscimmo a riveder le stelle.



Facciamo ancora qualche metro, e ci fermiamo a mangiare, abbastanza affamati. Finito di mangiare torniamo indietro e dobbiamo ringraziare una coppia di francesi che ci hanno accompagnato nelle gallerie con le loro torce, visto che il mio cellulare è morto all'andata...grossi pericoli non c'erano, ma farsi la galleria completamente al buio non sarebbe stato proprio simpatico.

Arrivati alla mcchina, piccola sosta alla point sublime, foto, caffè e via verso la riva sinistra attraverso la D955


Passiamo dal carinissimo paesino di Trigance.
La Ceci si è appena addormentata e visto che alla fine il castello nn sembra sia visitabile....andiamo oltre

Giriamo poi per la D71 e ci troviamo il Verdon sulla destra. Arriviamo così al Balcons de la Mescia, una balconata (da come si può evincere facilmente) su una grossa ansa del fiume. Mi ricorda (vagamente) l'horseshoe del fiume Colorado...dopo tutto sempre di canyon si parla, no?

 



 Qui ci fermiamo a fare merenda in un posticino veramente carino a 5 km dall'albergo. Una volta rifocillati, ci spostiamo verso l'albergo dove, dopo qualche minuto di panico - visto che sembra abbia prenotato solo per due (svista o lapsus freudiano?) - il problema si risolve e possiamo sistemarci e cenare con calma, continuando a guardare il Verdon dalla terrazza dell'albergo.

giovedì 9 agosto 2018

Primo giorno...PIOVE!

E dopo 500 Km e verso le 17 eccoci arrivati al caratteristico paesino di Castellane all'inizio delle Gorges du verdon, il Canyon più grande d'Europa.
La caratteristica principale di questo paesino è quello di essere sovrastato da una grossa rocca, sulla cui sommità c'è una chiesetta raggiungibile con 20 minuti di passeggiata.
Da sopra la rocca si può vedere il panorama delle gole del Verdon e del paese di Castellane...
...bhe ve lo racconto senza foto perchè non abbiamo visto nulla di tutto ciò data l'acqua boia che scendeva.



In assenza di un minimo utensile atto a riparare le 4 testoline dalle secchiate d'acqua, abbiamo optato per una bella partita a scala 40 (una chiusura di Edo e una delle Ceci...) cena in albergo (niente di chè), mezz'ora di cartoni e nanna.
Domani è previsto bello...cerchiamo di rifarci.

Con Tutta la calma del mondo partiamo!

Non è che ci siamo scapicollati a partire...ma finalmente ce l'abbiamo fatta! La Ceci con tutti i peluche possibili ed immaginabili e Edo con la Switch carica di giochi come se non ci fosse un domani.




Via verso il Verdon.



sabato 4 agosto 2018

Quasi pronti alla partenza

Quest'anno la meta è molto meno esotica degli Stati Uniti, ma visto che l'anno scorso vi abbiamo tenuto compagnia con il nostro diario di viaggio e che anche quest'anno le nostre vacanze saranno "on the road", eccoci di nuovo qui.

Grazie alla macchina fotografica impermeabile e antiurto tutta gialla che è arrivata a Edo e la Ceci per i loro compleanni, avrò un valido aiuto da due curiosi fotografi.

Per ora condivido con voi solo la presentazione che ho preparato per settare le aspettative ai due piccoli mostri...


4ontheroad 2018

martedì 29 agosto 2017

Giorno 24 - Casa e considerazioni

Ed eccoci a casa finalmente.
L'ultimo selfie, tradizione di questa vacanza, non poteva che non essere qui a casa.

Siamo tutti un po' stonati e per cercare di riprendere il fuso il prima possibile ci siamo sforzati di non crollare sul primo divano incontrato, quindi gelato da Patrizio, giro ai giardinetti dell'oratorio, piccola spesa all'esselunga: sapere dove si trovano le cose, prendere le confezioni senza leggere duecento volte per essere sicuro che non stai comprando qualcosa aromatizzato a qualcos'altro ti da un senso di sicurezza.

I commenti dei bambini li lascio in fondo a questo post attraverso due video che gli ho fatto l'altro ieri.

Credo e spero che - a prescindere da quanto hanno detto - questa esperienza rimanga nella loro mente e nel loro cuore e -magari dopo qualche anno di sedimentazione - la ricordino come davvero una bella avventura. Non è stato facile neanche per loro farsi 6.500 Km, vivere per  3 settimane insieme 24 ore al giorno, dormire nello stesso letto.

Per me, che passo poco tempo con loro, è stata una grande occasione per conoscerli, per parlare con loro, per apprezzare il lavoro quotidiano e la pazienza estrema (talvolta vacillante) che Alessandra ha coi due mostri.

Per me non era la prima volta negli Stati Uniti, e conoscevo già alcune cose che a noi Europei ed Italiani sembrano strane e fanno sorridere. In linea di massima io li definisco come dei bambini con i soldi. Non sono un fan sfegatato della loro cultura e del loro approccio alla vita, ma non posso non essere rimasto positivamente colpito da
- le loro bellezze naturali: girando per parchi non puoi non rimanere stupito per tutte queste meraviglie della natura che hanno.
i loro spazi, le loro praterie e le loro vallate immense (31 abitanti per Km2 contro i 206 dell'Italia)
- la loro organizzazione: sempre parlando di parchi (che non sono tutti gli USA) è sorprendente vedere come ci siano sempre posteggi per disabili, strade ben asfaltate, anche nei posti più assurdi (e quando sono sterrate, sono sterrate bene :-), bagni ogni tre per due sempre puliti e riforniti, anche se sono delle fosse biologiche, aree di sosta pulitissime
- il loro nazionalismo: tante le case con la bandiera fuori, senza che sia il 4 luglio. Nel bene e nel male loro sono fieri di essere americani, nonostante lo siano da meno di 300 anni
- i Mormoni: strana religione, vicina e lontanta dalla nostra, ma il senso di appartenenza e di serenità che i Mormoni che ho incontrato mi hanno lasciato, mi fa interrogare
- la loro predisposizione ad attaccar bottone ed "aiutare": forse per i bambini (ma è successo anche in viaggi passati senza bimbi) spesso sconosciuti ti attaccano bottone, o ti danno una dritta, un consiglio, un'informazione non richiesta, anche perdendo tempo, e anche senza che tu gliel'abbia chiesta

Ci sono anche tante cose che mi hanno fatto sorridere, e alcune delle quali sono dovute a quanto sopra:
- La loro passione per il freddo: aria condizionata a palla ovunque e ghiaccio sempre a disposizione
- Le loro procedure rigide: che ti portano ad aspettare quarti d'ora prima di sederti al ristorante, anche se la sala è mezza vuota
- Il retaggio di leggi puritante, in contrasto con quanto sappiamo succedere: Slot machine a perdifiato ma i bambini non ci si possono avvicinare; i bambini non possono sedersi al bancone del bar, ma nel locale sì, ma dopo le 22 devono essere fuori; non puoi bere alcolici all'aperto
- il loro senso di antico: per loro una cosa vecchia di 130 anni è un reperto storico...
- il loro rapporto col cibo: o super sano o super schifo. Ora mettono le calorie in ogni fast food...Sapete che un Milkshake al cioccolato sono 1.200 calorie? L'acqua fa mediamente schifo, e a Las vegas hanno provato a venderci 1 lt di acqua Fuji a 10$, quando 1,5 lt di Coca Cola costa 2$

E poi ci sono cose che mi fanno riflettere, come i paesini sperduti costruiti attorno alla strada, senza un vero "centro" e spesso costituiti da case prefabbricate o containers, a S.Francisco e Las Vegas la quantità di homeless che si trascinano la casa in un carrello, gente fuori di testa che urla contro il vento tutta la propria rabbia contro non si sa cosa, la loro fierezza nell'essere paladini della democrazia, quando hanno abolito la segregazione raziale nel 1965, la considerazione che fra il 1400 e il 1600 in Italia scoppiava il Rinascimento, si dipingeva la cappella Sistina, Leonardo inventava, studiava e dipingeva, e in America i nativi vivevano in tende e i pueblo erano poco più che grotte chiuse da mattoni di fango: questo ha permesso ai conquistadores prima e agli "americani" poi di avere il predominio e annientarli.

e adesso, dopo il mio sproloquio, ecco la testimonianza di Edo e Cecilia: cosa vi è piaciuto di questo viaggio?



domenica 27 agosto 2017

Giorno 24 - Il Lungo Ritorno Tappa 1

Eccoci per il lungo viaggio di ritorno

La sicurezza è stata bravissima e ha trovato nello zaino dell'Ale il coltellino che non trovavamo più. :-)
Mangiato da Panda Express e pronti per l'imbarco.

sabato 26 agosto 2017

Giorno 23 - Rawlins - Denver

Km 396
Miglia totali 4.030
Km totali 6.486,7

Siamo arrivati quindi a quest'ultimo giorno che è stato praticamente solo di trasferimento. Denver non sembrava offrisse grandi cose da vedere e quindi abbiamo deciso di spendere le 2 ore che avevamo a disposizione in un outlet sulla strada. La Ceci ha comprato le sue prime scaroe con i lacci.
Abbiamo cenato prima di arrivare in albergo da Denny's uno dei primi posti dove abbiamo mangiato qui negli USA, un po' a voler chiudere il cerchio.
Arrivati in albergo l'ultimo doveroso selfie
Seguiteci anche domani, nel viaggio di rientro più lungo del mondo: Denver-Detroit-Parigi-Malpensa

Giorno 22 - Thermopolis - Rawlins

350 Km
Oggi il programma è RELAX.
Niente musei, meraviglie naturali,animali, shopping...
Nel decidere dove fermarsi nella nostra discesa vers o Yellowstone, mi aveva incuriosito la cottà di Thermopolis sia x il suo museo sui dinosauri che per le sue acque termali.
Ieri sera leggendo i soliti depliant dell'albergo ho avuto conferma di aver fatto la scelta giusta.
Intorno alla sorgente di acqua terrmale
 
 infatti non hanno costruito una SPA fighetta con smoothie al sedano e the nero raccolto da mani vergini durante il plenilunio, ma un parco pubblico, con giochi, panchine e tavolini con annesso barbeque, un bagno pubblico gratuito e 2 strutture private che utilizzano l'acqua termale a 30 gradi.Noi abbiamo scelto la piscina Star Plunge: 12$ a persona 1$ per noleggiare gli asciugamani.
Visto prezzi di altre attrazioni in USA (ma anche in Italia) questa mi sembra assolutamente conveniente.
La struttura ha una piscina esterna a 30 gradi con trampolino e piccolo scivolo, una piscina interna a 32 gradi con 2 vasche idromassaggio più calde, una vasca termale a 37, 2 scivoli e la caverna del vapore.
Ale e i bambini hanno apprezzato molto, e anch'io non ho disdegnato. Cecilia si è cimentata, dopo aver visto il suo paoà farlo, con il tuffo dal trampolino di 3mt, con grande gioia della mamma.


Siamo usciti dalla piscina verso le 16:30, senza aver ancora mangiato. Ci fermiamo in un baracchino per strada e la domanda di Cecilia "Ma è merenda o pranzo?" rende l'idea di quanto siano stati sballottati in queste settimane. :-)

Belli rilassati e rifocillati riprendiamo la strada verso Rawlins, che in qualche modo è la strada verso la fine delle vacanze...ma visto che vogliamo proprio provarle tutte, nei pressi del paese di Shoshoni, dalla superficie di 9 Km quadrati  (come Lissone) e 645 anime (Lissone ne ha 44 mila!) non mi sono accorto che la zona cittadina non era ancora finita e ho accelerato un po'. Lampeggianti, accosto e un simpatico poliziotto mi fa notare che andavo a 44 miglia orarie invece che 30 (come dire a 70 invece che 50).


Non ero granchè preoccupato, perchè comunque italiano, nel mezzo degli USA, con due bambini a bordo...però anche la storia di Saetta McQueen è iniziata con una multa per eccesso di velocità...
A me è andata anche meglio, che non ho neanche dovuto pagare la multa!

Verso le 9 arriviamo a Rawlins, raggiungendo i 6.000 Km di questo viaggio.
Facciamo il selfie
e in teoria dovremmo andare a cena, ma nessuno ha fame, salvo poi un'oretta dopo, saccheggiare la macchinetta dell'albergo di schifezze ...

Rimaniamo quindi in albergo a guardare la tv e cosa c'è? Dirty Dancing, e così iniziamo Cecilia ai polpettoni sentimentaloni che hanno condito le nostre adolescenze (più quelle di Ale che mie).


E dopo Dirty Dancing...tutti a nanna per la penultima notte negli USA!


venerdì 25 agosto 2017

Giorno 21 - Yellowstone -Thermopolis

350 Km
La notte alla fine è stata abbastanza calda, nessuno è morto soffocato e grazie a qualcuno che ha chiamato dall'italia alle 4 di notte e mi ha svegliato, ho potuto ricaricare la stufa e mantenere il caldo quindi fino alla mattina.
Il programma per oggi è di visitare la parte Nord del parco (Mammoth spring) , eventualmente tornare al centro e, uscendo da est, vedere quello che non avevamo ancora visto...per poi farsi 3 ore di viaggio ed arrivare a Thermopolis.
Fatta colazione partiamo, sperando davvero questa volta di non fare coda per entrare.
Effettivamente in quattro e quattr'otto siamo dentro, ma dopo qualche km...la coda inizia e, un po' a singhiozzo, prosegue fino all'incrocio, dove giriamo verso nord.

Ne aprofittiamo per fermarci ad Artist Paintpot, saltato nei giorni scorsi per l'impossibilità di posteggiare.
Artist Paintpot è un bacino dai colori davvero vivaci con diversi fenomeni che messi vicini fanno sembrare davvero la pentola di un pittore (poco fantasiosi, vi ricordate l'Artist's palette della valle della morte?)







Finita la visita, proseguiamo ancora verso nord. Qui non ci sono tante code, ma la strada è davvero tanta (circa 40 Km) e fra l'altro piena di lavori con senso unico alternato per un pezzo.
Nei 90 minuti di viaggio diventa importante feramrsi a fare una pipì e troviamo un simpatico punto con le montagne fatte di sassi quadrati...sembra di essere dentro Minecraft :-)
Naturalmente i bambini  non perdono l'occasione per arrampicarsi e ci scappa una foto.

un po' alleggeriti, riprendiamo il viaggio e arriviamo dietro Mammouth Spring.
La caratteristica di questo punto è che l'acqua, ricca di carbonato di calcio, esce con calma depositando il carbonato di calcio in formazione morbide e rototnde.
Il carbonato di calcio (nulla di più del calcare che trovate nella vostra acqua di casa) se ha il tempo di depoistarsi, e di attraversare cicli di sommersione ed emersione genera il travertino che può essere bianco latte o, a seconda degli ossidi che incorpora, giallo e rosso.

Gli alberi non apprezzano molto questo terreno e infatti non se la passano bene, ma danno spunto a belle fotografie (almeno per me)




Se poi il sole spunta e colora di blu il cielo, il contrasto con il bianco del terreno e gli alberi spilucchiati rendono il panorama molto particolare

Finita la strada panoramica che si inerpica attraverso queste conformazioni di travertino arriviamo sul davanti dove si può apprezzare una vera montagna morbidosa e bianca e gialla.

Decidiamo di fermarci per vederla bene e mangiare qualcosa, anche se sono già le 15:00, e abbiamo ancora 3 ore e mezza per arrivare al prossimo albergo, la cui reception sembra chiuda alle 21...

Provo a parcheggiare, giro da una parte, giro dall'altra...mi sembra di essere sui navigli il sabato sera e, come l'ultima volta che sono stato costretto ad andare in macchina sui navigli il sabato sera, dopo 10 minuti mi rompo le balle e decido che Yellowstone l'abbiamo visto abbastanza!

Finalmente riusciamo ad avere campo e scoprire che forse è più breve uscire dal gate a Nord est, invece che tornare indetro fino al centro del parco per uscire da quello est... e quindi così sia.

E miglior scelta non fu mai fatta. Quest'uscita, che porta in Montana, sembra poco frequentata e soprattutto ci consente, finalmente, di incontrare un po' di animali selvatici bordo strada.

Ecco quindi che finalmente riusciamo a vedere da "vicino" ma non troppo delle corna di bisonte


cosa non facile, visto che si mimetizzano abbastanza bene e che comunque sono sembre dietro a brucare


Altro incontro è un nido di Falco Pescatore..anche se non proprio facile da vedere

Inizia a piovere e sotto un acquazzone usciamo dal parco entrando nel Wyoming 
dove comunque continuiamo ad incontrare animali sulla strada, anche se un po' più comuni :-)

Questa nuova strada ci porta a percorrere una strada di montagna davvero bella e "divertente" (per chi guida) che svalica al "passo dell'indiano morto" fornendo una vista davvero estrema


Arriviamo a Thermopolis alle 20:55 e scopriamo che in realtà la cosa delle 21:00 era un consiglio più che un obbligo, anche se troviamo l'ufficio chiuso. Chiamiamo il titolare che arriva in 5 minuti.
Cena da McDonalds (sigh) unico posto aperto, selfie di rito e nanna

Prima di chiudere questo lungo capitolo su Yellowstone, devo dire che è il parco che più ci ha deluso. Forse non eravamo pronti alla folla, forse era una quantità di gente inusuale a causa dell'Eclissi o del Natale in Agosto (tradizione dei dipendenti del parco risalentea al 1930 che festeggiano Natale il 25 Agosto).
Fatto sta che date le dimensioni pensare di visitare Yellowstone tutto in un giorno è impossibile, data la quantità di gente, noi non ci siamo riusciti neanche in 3...
Leggendo però questo simpatico articolo, però, direi che ci è comunque andata bene!