venerdì 25 agosto 2017

Giorno 20 - Yellowstone




Lo so siete curiosissimi di sapere come è andata la notte nella tenda. provo a spiegarvelo con poche parole...UN FREDDO CANE...
Voglio dire: c'era il piumone, ci eravamo portati qualcosa id pesante, c'era la stufa....ma se alle 5 di mattina la stufa ha bruciato tutta la legna, il caldo se ne è andato, tu puoi anche avere il corpo al caldo ma la testa è fuori dalle lenzuola!! i bambini tutti infreddoliti si sono buttati nel lettone, e così abbiamo dormito ancora qualche ora e poi via, verso un'altra giornata a Yellowstone.

Visto che nell'accampamento la reception funge un po' da punto di aggregazione, e la sera fanno il falò offrendo caffè e cioccolata calda, il programma di oggi prevede di uscire presto, andare subito al parco, cenare al ristorante vicino all'accampamento per poter vivere un po' anche quest'esperienza...come vedrete nulla di tutto ciò succederà :-)

Innanzitutto il nostro presto è sempre relativo e con il freddo becco che fa ad uscire dalle coperte è difficile alzarsi. La speranza che l'accesso al parco fosse più agevole è stata una semplice speranza, perchè nei fatti la coda (anche se un po' meno) ce la siamo fatta lo stesso.

Chiediamo ai ranger se la strada per l'Old Faithful è stata riapaerta ed ottenuto risposta positiva puntiamo dritto al grande gayser...non me la sarei perdonata non vederne almeno uno...quindi tanto vale puntare al più famoso.

Arriviamo con fatica la posteggio e sfrutto tutta la mia milanesità e la Laruea in posteggio creativo per mollare la macchina in un posto decente, pipì (visto che da quando siamo partiti sono passati 90 minuti buoni) e vediamo un assembramento intorno ad un buco con un pennacchio di fumo.

Chiediamo, e ci dicono che è prevista l'eruzione fra qualche minuto....finalmente una botta di culo!

Ci mettiamo in attesa, dal pertugio inizia a ribollire l'acqua, il vento sposta il fumo, la folla rumoreggia, incita la geotermia a fare il proprio dovere e a mantenere la promessa mai fatta, ma pretesa, l'attesa è palpabile, tutti sfoderano il proprio strumento per registrare l'evento che sia telefonino, macchina fotografica o videocamera, pronti ad immortalare il momento e a portare a casa la prova che loro fossero li a vederlo davvero... ed ad un certo punto, dalla terra esce questo

...un cazzo di spruzzo d'acqua....

Scusate il torpiloquio ma evidentemente il gayser non mi ha emozionato.

Un po' delusi ci compiacciamo di aver fatto la pipì prima, e quindi di non dover fare la coda anche per quello (visto che tutti i partecipanti all'evento una volta terminato hanno pensato al loro proprio spruzzo d'acqua) e soprattutto siamo soddisfatti da aver aspettato giusto 5 minuti.

Ale sulla pessima guida aveva letto di un gayser molto più bello ma raggiungibile solo a piedi (il Lone Gayser)con una passeggiata di qualche ora e con una cadenza di 3 ore. Per evitare di incamminarci ed arrivare lì ad eruzione appena avvenuta, andiamo al Visitor Center per avere informazioni sulla previsione.
La risposta è stata abbastanza disarmante: "No no prediciamo quel gayser, perchè è talemente lontano che non abbiamo nessuno. Sappiamo che è eruttato quando la gente torna e ce lo dice". Ale chiede, se per i bambini la camminata sarebbe faticosa e se ci sono pericoli ed il ranger risponde " bha, sono stati ritrovati dei corpi di animali sbranati, quindi probabilmente ci sono degli orsi li in giro. Sarebbe meglio avere con sè lo spray anti-orso"... ... ... ok, il Lone Gayser può stare "lone" ancora per un po'.

Dietro all'old Faithful c'è tutto il bacino geotermale che lo alimenta e come tutti gli altri ricco di altri fenomeni: decidiamo di fare un giro. Vi metto un po' di foto per darvi l'idea delle strane viste che si possono avere e dei diversi risultati che un po' di acqua calda sotto il suolo può creare











Dal giro ci sono altri punti di vista dell'Old Faithul, e monitorando il numero di persone che si assipeavano intorno all'orifizio terrestre, era possibile capire quanto mancasse alla successiva eruzione. Ci siamo quindi fermati al momento giusto per poter vedere per la seconda volta l'eruzione dell'Old Faithful

 Da questa angolazione e senza tutta la gente davanti ha un po' di fascino...ma ancora una volta...solo un po'.

CI dirigiamo verso il lago di Yellowstone, ma ancora una volta la strada è davvero tanta, e le code a caso che si incontrano rendono il percorso ancora più lungo.
Arriviamo ad un'altro bacino prospiciente il lago. Scendo dall'auto solo io, visto che nel frattempo Edo e la Ceci si sono addormentati, e scatto qualche foto



Decidiamo, per mantenere il nostro tavolo prenotato alle 20.00 di iniziare ad uscire dal parco. Naturalmente nel tragitto ci fermiamo ad osservare altri punti interessanti, magari da lontano senza scendere dalla macchina






Il sole inizia a scendere, la luce è proprio bella anche se delle grosse nuvole si stanno acumulando sopra la nostra testa. Il probelma è che sono le 7:40 e siamo ancora ben lontani dall'uscire dal parco...tutti belli incolonnati. Provo a chiamare il ristorante ma all'interno del parco il cellualre prende un po' come gli piace.

Mentre stiamo cercando di escogitare un piano B, ecco che si spiega uno dei motivi della coda: le auto sono tutte ferme per fare la foto a lui.

 Un bisonte nel suo habitat. Fatte un po' d foto, ne aprofitto per documentare anche l'ora ormai tarda. con questa bella foto di tramonto sul fiume


Finalmente usciamo, arriviamo al ristorante alle 20.20, ma la ragazza - gentilmente - ci dice che c'è da aspettare forse fino a 45 minuti....ora...ok che siamo arrivati tardi, ma se già c'ho gli zebedei girati perchè arrivo in ritardo di 20 minuti, se poi devo aspettarne altri 45....capisci che...Faccio notare alla signorina che non ho intenzione di aspettare così tanto, e lei, con gentilezza ci chiede di aspettarne 20. Giusto il tempo per metterci in lungo e accendere la stufa, in modo da tornare con la tenda già un po' calda.

Edo mangia la sua bisteccazza da cowboy (qui abbiamo mangiato veramente bene!) e alle 22 riusciamo ad uscire dal ristorante...Il falò dovrebbe essere fino alle 10:30/11:00 dai forse un pochino riusciamo a seguirlo...
Usciamo dal ristorante e .... piove .... allora è destino!
Visto che cmq avevamo già promesso la cioccolata andiamo lo stesso alla reception.
Ci accontentiamo della stufa a gas, ma l'importante è che ci sia la cioccolata calda!

Torniamo in tenda e ci prepariamo per la notte. La stufa che avevo acceso un po' di corsa prima, non aveva tenuto e la legan si era spenta. Quindi zero caldo in tenda. Accendo nuovamente il mezzo e lo riempio di legna, sperando che scaldi per più tempo.

Se invece di bigiare alle superiori avessi studiato le leggi della termodinamica, forse avrei capito che mettere più legna vuol dire solo fare più caldo, non lo stesso caldo per più tempo...ed infatti nel giro di qualche decina di minuti, in tenda fa un caldo soffocante tanto da costringermi ad aprire la porta e far entrare un po' d'aria fresca della notte, vanificando gran parte del lavoro fatto per riscaldarla.

Nel frattempo i bambini si sono addormentati (o sono morti soffocati?!?) la temperatura è tornata decente...si può dormire!

giovedì 24 agosto 2017

Giorno 19 - Big Sky -Yellowstone

240 Km
Questa mattina abbiamo avuto modo di guardare meglio l'albergo in cui abbiamo pernottato e confermo l'idea già fatta: una figata!

Svegliarsi con il fiume davanti ed un prato verde smeraldo, ti fa fare pace col mondo e iniziare la giornata felice, anche se la sera prima nonbhai potuto godere della jacuzzi esterna riscaldata

Colazione, carichiamo la macchina e via verso Yellowstone solo ad un'ora scarsa di distanza.
Visto che è quasi mezzogiorno quando arriviamo, decidiamo di passare dalla nostra nuova casa x i prossimi 2 giorni prima di entrare al parco. Si tratta infatti di una soluzione di campeggio di lusso: sotto una tenda, ma con la tenda già montata, un letto vero e non una branda, una doccia e un bagno personale. Essere in tenda alle porte di Yellowstone, a me piace molto come idea.

Percorriamo la lunga strada sterrata e arrivviamo alla reception che è all'interno di una grossa tenda bianca. Ci informano che la tenda non è ancora pronta, e che visto che le auto non possono entrare nel campo, quando arriveremo, ci verranno a prendere i bagagli e con un golf cart ci porteranno alla tenda.



Ok. capito come funziona ed appurato che possiamo anche far tardi, ci muoviamo alla volta del parco.

Vi ricordate che dicevo che molti avevano avuto la stessa nostra idea di andare a Yellowstone dopo l'eclissi? Ecco, ci avevo azzeccato, infatti la coda x entrare è molto lunga e sembra di essere in tangenziale il venerdì pomeriggio. Anche avere il pass dei parchi che abbiamo e che ci da diritto alla corsia preferenziale, non ci aiuta granchè.

Abituati alle piccole dimensioni dei parchi visitati fino ad ora, facciamo fatica ad orientarci in questo parco veramente molto grande (si estende per quasi 9.000 Km2... a titolo di confronto le Marche si estendono per 9.366 Km2)

Questo significa anche che dal gate d'ingresso al centro del parco ci sono circa 23 Km e che se la metà di questi li devi fare in coda, da quando entri a quando arrivi da qualche parte ci passa un'altra ora.

Diciamo che però il parco ripaga subito i nostri sforzi facendoci incontrare delle gazzelle tranquille che brucano nelle grandi praterie poco dopo l'ingresso

Il parco, oltre che per l'orso Yoghi, è famoso per i Gayser, fenomeno dovuto all'enorme vulcano che se ne sta sotto il parco scaldando l'acqua. L'Old Faithful è il gayser più famoso, tanto che tutti vogliono vederlo al punto da costringere i ranger a chiuder la strada che porta lì.

Decidiamo allora di cambiare meta, visto che abbiamo ancora 2 giorni e mezzo.
Scopriamo che oltre ai famosi spruzzi, il pentolone, a causa del sottile strato roccioso e di altri fattori che non sto qui a speigarvi, crea una serie di pozze, fumarole, sbuffi, e diversi fenomeni geotermici.

Il primo lo incontriamo "poco" dopo

Proseguiamo e oltre a fiumi e piccole cascate, arriviamo al primo grande bacino dove varie ribollenti e maleodoranti pozze d'acqua e di fango, da un lato fanno terra bruciata (in senso stretto) e creano quindi un deserto, dall'altro colorano la roccia e l'acqua nei modi più strani e variegati.

Scopriamo che l'acqua calda è calda calda (dai 50° a salire) e che esistono microorganismi che hanno imparato a vivere a quelle temperature e che sono loro i responsabili della colorazione rossa.


Le pozze invece con l'acqua più limpida son talmente calde da non permettere a nessun microorganismo di vivere.

Tutti questi fenomeni messi insieme provocano dei paesaggi lunari, con la terra bianca, i fiumi rossi, e gli alberi morti a causa del troppo caldo

Tutte le "attrazioni", a differenza degli altri parchi, non sono a ridosso dei posteggi, ma necessitano quasi sempre una camminata di almeno 5 minuti. Inoltre, visto che spesso quello da vedere è esteso (come il bacino di cui sopra) per averne una visione completa è necessario fare una passeggiatina di 15-20 minuti... Se si somma questa caratteristica ai lunghi tempi di percorrenza, le code per accedere ai posteggi, i tempi di foto e riprese...il numero di cose che si possono vedere sono poche e il tempo passa inesorabile.

La cosa positiva di dormire vicino al parco e di starci 2 notti è che possiamo restare dentro fino a tardi, quando il sole inizia a scendere e la sua luce accende in maniera diversa tutte le cose.

Anche Yellowstone ha il suo canyon, e quindi andiamo a vederlo.

A differenza però degli altri fiumi che hanno creato i canyon che abbiamo visto, questo ha una bella cascata impetuosa.

Ci rimettiamo in macchina per uscire dal parco e godere del paesino nato appena fuori, cercando un posto dove cenare....o almeno, queste sono le intenzioni visto che la coda per uscire è allucinante.
Verso le 21 riusciamo a guadagnare l'uscita del parco e disperati ci buttiamo nel primo posto utile.

Capitiamo in un bar di quelli veri, con tavoli da biliardo, tavoli da poker e monitor per le partite. Notate il cowbay attempato che fa il piacione con la cameriera in canotta dietro la Ceci.
Ci informano che dalle 22 non sono ammessi minorenni nel locale, mangiamo di corsa e via nella tenda.

Naturalmente non può mancare il selfie nella tenda,
 dopo che la ragazza che ci ha accompaganto con le valige ci ha acceso la stufa.

I bambini dormono dentro le brandine nei sacchi a pelo
mentre noi abbiamo un lettone con un bel piumone!
Il tempo di qualche foto sotto le stelle

e poi buonanotte


lunedì 21 agosto 2017

Giorno 18 - Idaho falls - Big Sky (Yellowstone)

Finita l'eclissi abbiamo mangiato i nostri panini e mentre i volontari del Campus rassettavano (un'organizzazione davvero fantastica) anche noi abbiamo tirato su le nostre cose per spostarci verso Yellowstone, anzi oltre Yellowstone perchè non avevo trovato altro posto...ecco...questa cosa doveva farmi sorgere dei dubbi...

Infatti la coda che mi aspettavo di trovare la mattina ce la siamo beccati il pomeriggio. Evidentemente in molti hanno pensato che dopo l'eclissi Yellowstone potesse essere una tappa valida e le 3 ore previste...sono diventate 6!!!

Sulla carta saremmo stati in grado di arrivare in albergo alle 5 e riposarci della levataccia e invece...eccoci alle 8 di sera a fare il check in.

E' un vero peccato perchè il posto è incantevole e ne avremmo goduto volentieri, compresa la jacuzzi esterna con acqua calda.... Vabhe..

Questa volta un selfie non basta per mostrare tutta la stanza e ne abbiamo dovuti fare 2...più uno sull'esterno



Se tanto mi da tanto, ho idea che domani non ce ne andremo tanto presto da qui :-)

Giorno 18 - L'ECLISSI

Puntuale come uno svizzero la luna è entrata davanti al sole
 
Ad un certo punto, fra le urla degli astanti il cielo si è spento



 e per 2 minuti uno strano crepuscolo è sceso sulla folla, si sono accese anzitempo stelle e pianeti ed il freddo si è fatto più intenso





poi la terra ha continuato la sua lenta corsa e il sole si è riacceso.

E' stata davvero un'emozione forte. Alessandra ha versato una lacrima, Edo era talmente emozionato che pensava di esplodere ed ha dovuto fare avanti e indietro per il campo un paio di volte per scrollarsi di dosso l'adrenalina. Sono davvero contento di aver regalato loro questa esperienza.

Giorno 18 - Il Giorno Dell'eclissi - l'attesa

Eccoci arrivati al campus dell'università
Non c'è che dire sull'organizzazione eccellente.

C'è un bel clima di feste con famiglie ragazzi vecchietti, tutti attrezzati con cannochiali cavalletti, ombrelloni e sdraio.

Trovato il buon punto di osservazione e apparecchiati per l'evento

In cielo nenache una nuvola!


Giorno 18 - Il Giorno Dell'eclissi - La Partenza

Qui sono le 5.45 di mattina. Abbiamo fatto dormire i bambini vestiti per portarli in macchina e farli continuare a dormire, mentre noi faremo i 300 km che ci mancano al luogo da cui la vedremo.

Il posteggio del motel è già quasi vuoto e questo mi dice che molti hanno avuto la stessa idea...li troveremo tutti per strada😁