oggi raggiungiamo le nostre prime 1000 miglia.
Partenza un po' presto per evitare la caldazza e poter vedere tutto, visto che ieri alla fine non siamo riusciti a fare granchè.
Partiamo alle 9:00 (il nostro presto è sempre un po' relativo) e rifaciamo la strada del giorno prima, per raggiungere le dune.
Ci fermiamo solo per un rifornimento rapido a Stovepipe Wells,
e Cecilia riesce a comprare un cappellino che, onestamente, le sta davvero bene :-)
ed Edoardo si fa immortalare con un camion dei pompieri un po'...stanco :-)
Raggiungiamo quindi le dune e anche se il cartello non è dei più incoraggianti,
e il caldo non è poi così forte (dopotutto ci sono solo 40°) convinciamo i bambini ad uscire dalla macchina.
I bambini si fanno prendere dalla sabbia e corrono, per poi stramazzare qualche secondo dopo.
Il tempo di un paio di foto e dentro all'auto con l'aria condizionata a palla.
Cecilia naturalmente non perde occasione per mettere in pratica anni e anni di esercizio arrampicata alberi e sfoggiare il suo nuovo acquisto
Ripartiamo e arriviamo, vicino a Mustard Canyon, ad una miniera di boro nella quale lavoravano il materiale presente nelle rocce circostanti per estrarlo e raffinarlo, in modo poi da trasportare il materiale già raffinato. Lo facevano con il carro qui sotto trainato da 20 muli...
A pensare a 'sti poveretti (quasi tutti cinesi) che lavoravano in condizione assolutamente proibitive....
Dopo Furnace Creek (il nome dovrebbe darvi qualche indicazione del caldo) lasciamo la 190 e proseguiamo fino al Gold Canyon.
Qui ci incamminiamo verso la passeggiata di 1 miglio (2,5 km), ma dopo una decina di minuti lasciamo perdere e torniamo alla macchina per proseguire scendendo nel cuore della valle fino a raggiungere il livello del mare
raggiungere il Devils Goulf Course (il campo da Golf del Diavolo) dove la terra spaccata dall'arsura è ricoperta da un resistentissimo strato di sale reso affilatissimo dal vento.
Scendiamo ancora fino a raggiungere i meno 85,5 mt del bacino di Bad Water, il punto più basso degli Stati Uniti e uno dei più bassi del mondo.
Qui il caldo, il vento caldo, il riverbero sono davvero forti da rendere difficilissimo ogni passo. Alessandra vuole vedere cosa c'è in fondo, ma secondo noi è un miraggio, perchè non vediamo nulla se non sale sale e sale...Decidiamo allora di esaudire le preghiere dei bambini che sono devastati da questa situazione ambientale e io mi sacrifico tornando in auto con loro, mentre Alessandra procede verso il suo miraggio. Torna dopo 5 minuti molto provata, e senza aver visto nulla se non sale, sale, sale!
Giriamo il muso della macchina e ritorniamo verso il centro della valle, passando dalla Artist's palette una parte della valle dove le diverse eruzioni e i diversi minerali presenti nelle rocce, creano montagne con una serie di colori inusuali, proprio come fosse una tavolozza di un artista.
Ritorniamo a Furnace Creek per mangiare qualcosa e riprendiamo la 195 per uscire dalla Valle.
Ci fermiamo a Zabriskie point, reso famoso dall'omonimo film di Antonioni del 1970, e comunque bellissimo per colori e forme smussate delle rocce, modellate dal vento e dagli agenti atmosferici.
Usciamo da questo posto stranissimo che a me piace davvero tanto, nonostante il caldo allucinante.
Prima di lasciare il deserto passiamo da Rhyolite, una città fantasma dei primi del 900, dove c'è anche un muso all'apertodi artisti un po' fuori di cotenna, ma interessante.
Prendiamo la 95 e ci lasciamo il deserto alle spalle e con esso uno spettacolare tramonto su quest'altra strada disegnata col righello circondata dal nulla
Ed è con questi luoghi negli occhi che verso le 21.00 entro in Las Vegas e come sempre, quando mi è capitato di guidare entrando in LV su queste strade a 7 corsie, proveniendo dalla Valle della Morte, mi sento messo in lavatrice...
Arriviamo al Trovelodge Motel, direttamente sulla Strip, ma non vistoso e sfarzoso (e costoso) come gli altri grandi alberghi.
Selfie di rito,
cena li vicino e nanna.







































