mercoledì 9 agosto 2017

Giorno 5 - Finalmente on the road..

San Francisco - San Jose - Monterey km 210,8
sole a tratti

Dopo 4 giorni di acclimatamento fermi a San Francisco, abbiamo noleggiato l'auto... ma abbiamo rischiato di terminare qui le vacanze.
Infatti le nostre carte di credito che già ci avevano dato qualche probleumccio, al noleggio si sono proprio messe per traverso... Ok, e noi a Denver come ci arriviamo fra 20 giorni?
No contanti. Carte di debito? Si se mi dimostrate che avete un volo di rientro da Denver..ce l'ho ...Ah no, ma le carte di debito Maestro non le accettiamo...Alla fine scendo il Jolly e gli do la carta di credito aziendale, con la quale non si dovrebbero fare spese personali, ma si tratta di un emergenza, e comunque serve solo a garanzia, troveremo un modo di pagare quando saremo a Denver!

Prendiamo la nostra Buick

e partiamo alla volta di San Jose, per andare al HQ di Adobe, salutare qualche collega che non vedevo da anni.



Il programma prevede di passare ad un outlet a fare un po' di shopping. Arriviamo quindi a Gilroy per pranzo e possiamo così fare provare una diversa catena di fast food, un po' più tipica di Mc Donalds..

E con hamburgher degni di questo nome

Mentre mamma e figlia (soprattutto figlia) erano occupate dallo shopping compulsivo, il piccolo genio ha passato il pomeriggio leggendo Percy Jackson...a detta sua "il giorno più bello della mia vita!"


Via da Gilroy arrivati a Monterey in un bel motel.

 Qui la responsabile della reception ha un'approccio un po' più easy alla carta di credito che non funziona: "Chissenefrega se non prende la strisciata, sul mio computer ho la pre-autorizzazione, e va bene così"...certo che avere la cdc che funziona a caso non ci lascia proprio tranquilli...E quindi eccoci nella nostra stanza per i prossimi 2 giorni. Da qui a Las Vegas cambieremo albergo ogni giorno.

Data l'ora un po' tarda non c'è tempo per fare un giro a Monterey, e anzi, ci dobbiamo dare una mossa per trovare un posto per la cena. Alla fine optiamo per il Turn 12...tipico locale con lungo bancone e televisori in cui trasmettono partite di baseball


il menu è un po' un misto di cucina psuedo italiana, marinara e americana...spicca per assurdità ai nostri occhi il chicken parmesan: pollo,mozzarella, salsa marinara (?) spaghetti... Ale opta per le famose linguine Alfredo e io sto sul sicuro con le baby ribs

I bambini condividono un piatto di spaghetti alle vongole. Quando arriva il piatto con i pezzi di pomodoro insieme alle vongole Edo ha una crisi isterica: "cosa c'entra il pomodoro con le vongole? Io mangio solo le vongole! Gli spaghetti con le vongole sono con le von go le, non con i pomodori e le vongole..." Ma, convinto ad andare oltre, ha apprezzato...appena l'ultima vongola ha raggiunto lo stomaco...la stanchezza ha preso il sopravvento!

martedì 8 agosto 2017

Giorno 4 - A Zonzo per San Francisco (un po' a caxxo)

Dopo la faticata di ieri oggi ce la siamo presi in po' con calma...forse troppa😁
Nota in calce alla gita di ieri: Ale si è scottata il dorso delle mani...😂😂


Il fuso orario ormai sembra debellato e infatti senza sveglia i bambini (e noi con loro) si sono svegliati verso le 9...3 ore dopo il solito.
Verso le 11 quindi siamo usciti alla volta di Lombard street,

la famosa via tutte curve e ortensie. 
Da lì l'idea era di tornare in Market Street per vedere Edo sfidare uno dei giocatori di strada di scacchi .
Ci siamo quindi incamminati ed i bambini, in un raro momento di amore e pace fraterna, si sono messi a raccontarsela mano nella mano senza dispetti e questioni...fantastico!


Mentre camminavamo, peró mi sono informato on line sul discorso degli scacchi di strada ed ho scoperto che la polizia li ha allontanati da Market Street e sembra non ci sia piú un posto dove trovarli. Peccato sia per Edo che ci teneva sia per voi che vi siete persi sicuramente un racconto piú unico che raro😁

Cambio di programma e direzione verso Alamo Square dove vedere le casette colorate che Edo aveva visto nella sigla di Big Hero 6 🤣🤣 per poi continuare verso Golden Gate Park

Nel lungo tragitto però siamo passati da Trader Joe's, un supermercato alimentare, per comprare qualcosa per il pranzo. Come sempre entrare in un supermercato americano é un'esperienza... 

Sempre nell'intento di trovare una meta affascinante per incentivare i bimbi a camminare (avete presente il discorso del bastone e della carota?) ci siamo diretti ad un parco giochi, dove fare i panini e lasciarli un po' sfogare. Abbiamo così scoperto Lafayette Park che é in cima ad uno dei 54 colli di San Francisco e Google map non te lo dice mica che ti devi arrampicare! 
Il parco é un "comunissimo" parco pubblico cittadino ma tenuto strabenissimo e con un'area giochi davvero molto bella.

Dalla sua sommitá si puó vedere la baia da una parte e San Francisco dall'altra. 

Lasciati sfogare i due hooligans, divertendoci un casino a farli interagire con gli altri bambini senza intervenire, e mangiati i nostri panini, ci siamo rimessi in moto con obiettivo le painted ladies di Alamo square. 


Nota del tragitto é che Cecilia a un certo punto chiede "mamma posso raccoglierlo?" noi ci fermiamo, seguiamo con lo sguardo il suo ditino che indica una banconota da un dollaro sul marciapiede,  persa da qualcuno.

Le rideva anche l'alluce da quant'era contenta per quel colpo di fortuna,visto che la piccolina non é per niente venale 😁

Arrivati alle casette colorate riprese in svariate serie e film (oltre che big hero 6) abbiamo scattato il rituale selfie.


La strada per raggiungerle peró é stata lunga e il pomeriggio volge al termine, se non altro perché la sera, come la mattina, l'aria fredda è la foschia arriva a coprire di nuovo SF e anche se sono solo le 17, il sole sparisce è il freddo sale. 
Ci muoviamo con Uber verso il Golden Gate Park dove i due possono continuare ad arrampicarsi ovunque.

Come detto freddo, stanchezza, fame e cellulari scarichi ci portano a dichiarare chiusa la giornata per andare a cena al Chow at the park, un posto molto carino e accogliente, dove peró, fra pizza pepata, noodles che sembravano linguine, e il peggior café dal tempo degli atzechi, non lo ricorderemo fra i posti in cui tornare! 

E così anche questa giornata termina con all'attivo più di 18.000 passi nelle nostre gambe...ma da domani si noleggia l'auto!

lunedì 7 agosto 2017

Giorno 3 - Il Golden Gate In Bici

Edo ci teneva molto a vedere il Golden Gate, la Ceci in bicicletta andrebbe anche al polo nord, e quindi ecco il genio del male che accontenta entrambi e svaga la giornata!
Il percorso, di 13 km, prevede alcune salite abbastanza impegnative, nonostante il dislivello totale sia di soli 90 Mt.
Dopo la solita colazione del campione andiamo ad uno dei tanti noleggi bici che, da una veloce analisi, hanno prezzi allineati fra loro. Vista la difficoltà di Edo con la bicicletta, noleggiamo un "tag-a-log" per lui che non é altro che una bici che invece della ruota davanti si aggancia a quella di un adulto... che sarei io. La Ceci invece non ha il minimo dubbio nell'avere la sua bici personale!

Partiamo quindi percorrendo la lunga pista ciclabile che costeggia la baia e punta dritta verso il ponte. Durante il percorso sono diversi gli scorci che consentono belle foto del ponte che a quest'ora di golden c'ha ben poco visto che é ancora avvolto dalla nebbia.

Passiamo dal molo che delimita il parco accademico, al cui termine uno scultore ha realizzato un organo delle onde. Fondamentalmente dei tubi sott'acqua portano lo sciabordio sommerso in superficie. Niente di che, ma l'occasione per altre foto.


Dopo un po' ci fermiamo a riposare in una spiaggetta e i due piccoli colgono l'occasione x giocare un po' con la sabbia...l'altro piccolo fa foto alla qualunque e una diretta video su fb per ingannare il tempo.

Riposati torniamo a pedalare fino alla zona in cui, fino alla seconda guerra mondiale, gli americani preparavano e disseminavano di mine l'ingresso della baia. Qui il ponte è sempre più vicino e - vista l' ora - la nebbia si dirada.



Ne aprofittiamo x mettere qualcosina nello stomaco e ripartiamo per affrontare la salitona che dal livello del mare porta all'altezza del ponte e iniziamo la traversata.


Senza dubbio emozionante passare sotto le torri rosse delle due campate, collegate da quello che da lontano sembra un filo d'acciaio, ma che da vicino ti accorgi essere un tubo dal diametro di 100 cm almeno. Alessandra sfida la sua idiosincrasia per i luoghi elevati e sospesi nel nulla e continua a pedalare ripetendo fra sé il mantra auto-ipnotico "non sono su un ponte sospeso a 70 metri dal mare, non sono su un ponte a 70 metri dal mare, non sono..."

Io non posso non pensare invece che una roba del genere sia stata costruita in 5 anni dal 1933 al 1937...e la mia mente vola alla linea 4 della metropolitana di Milano che verrá pronta, a Dio piacendo, nel 2022...
Percorsi i suoi quasi 9000 piedi di lunghezza eccoci fieri della nostra impresa dall'altra parte del ponte e pronti per la discesa a rotta di collo verso Sausalito.
 Lì compriamo ad un market una confezione di salame e formaggio della citterio per farci dei panini in grazia di Dio e senza maionese o altre salse e riusciamo a riposarci qualche minuto, prima di inserirci nella lunga coda di bikers che aspettano di imbarcarsi per tornare in ferry a S.Francisco.
Lo spirito di business degli americani é formidabile e mentre la gente in coda schiumava, arrivavano taxi predisposti per il trasporto bici ad offrire il proprio servizio a quei turisti smaronati dalla lunga e lenta coda..
Noi non approfittiamo della possibilitá e dopo un'ora e mezza eccoci anche noi imbarcati e pronti per rientrare approfittando per ammirare l'isola di Alcatraz e la baia dal mare.


Mentre scrivo la ciurma sta dormendo devastata e le mie chiappe mi ricordano la giornata, ma devo dire davvero molto molto bella.
 Una menzione d'onore a Cecilia che come le sue gambine corte ha pedalato per tutti i 13 km senza mai lamentarsi!

sabato 5 agosto 2017

Giorno 2 - Il Pomeriggio

Rifocillati riprendiamo il cammino verso Chinatown. Li passiamo da Portsmouth square dove un sacco di famiglie cinesi passano il sabato pomeriggio accompagnate da un improbabile complessino che "allieta" tutti con le suadenti emelodie orientali. Particolare vedere un sacco di gruppi di persone giocare a carte su improvvisati tavoli fatti con uno scatolone, anziane che sembrano avere gli anni di confucio, accarto ciate su se stesse da- probabilmente una vita di lavoro duro- inerpicarsi sulle ripide salite di Sisco.
In questa piazza, così viva e vissuta, non poteva mancare un angolo per i bambini anche quello in stile orientale con le pagode sopra scivoli e altalene.
 
Il risparmio del pranzo va a farsi friggere con i 25$ spesi da Starbucks x la merenda.
Abbandoniamo Chinatown e la salutiamo con una foto davanti alla famosa porta

Scendiamo quindi verso union square e market street dove speriamo di trovare i giocatori di scacchi, per far fare una partita a Edo, ma non ce n'è l'ombra. 
 Ci mettiamo quindi in coda per prendere il tipico tram che da Powell ci porterà di nuovo a Fisherman's warf per la cena.
L'attesa è lunga, anche se allietata da 2 suonatori di strada. Finalmente saliamo, ma Alessandra deve rimanere appesa fuori, con sua somma gioia, per tutto il tragitto...


Dopo aver attraversato quindi la città decidiamo di mangiare del pesce ben consapevoli del rischio salasso. In effetti la cena non risulta proprio economica, soprattutto se si considera l'abbandono del campo da parte dei due piccoli campioni che con noi oggi si sono macinati 13 km a piedi


E domani Golden Gate in bicicletta!

Giorno 2 - La Mattina

Abbiamo iniziato la giornata facendo amicizia con i famosi leoni marini del pier 39

Prima quelli finti e poi quelli veri

Appurato che di vedere Alcatraz non se ne parla (prossimo posto disponibile 28 agosto) ci siamo inerpicati verso Coit Tower attraverso una scalinata che passa da case davvero particolari.

La nebbia non ci ha permesso di vedere granchè da quassù, e quindi via a scendere verso washington square.

Qui abbiamo concesso ai bimbi una sosta in un parco giochi...alla fine un'altalena è un'altalena anche se parla americano!


A pranzo abbiamo deciso di tenere un basso profilo e con 21$ mancia compresa ci siamo aggiudicati 4 fette di pizza e 4 coche.
Io, per non correre il rischio di rimanere deluso da una pizza che non sapesse di pizza, ne ho scelta una il più lontano possibile dal nostro concetto di pizza: col pollo e il bacon.

 La cosa carina degna di nota è che ad un certo punto sono entrati 3 poliziotti proprio come quelli dei film. I bimbi naturalmente erano emozionatissimi (anche Alessandra a dire il vero).

I poliziotti accortisi dell'attenzione dei 2 (Ale ha dissimulato un po' di più 😀), gli hanno regalato una stella a 5 punte col titolo di "junior SFPD officier" che loro hanno subito sfoggiato orgogliosi con tanto di faccia da duri!

Prima mattina a San Francisco

La giornata inizia, come immaginavamo, molto presto coi bimbi che alle 6.30 ci svegliano abbondantemente riposati.
I tempi di preparazione sono abbastanza lunghi e dopo un' abbondante colazione in perfetto stile americano, che Edo apprezza molto, siamo più o meno pronti a partire anche se la meta non è ancora decisa...

venerdì 4 agosto 2017

Arrivati a SFO

Eccoci arrivati ed in coda per il controllo passaporto. Edo, troppo preso dall'intrattenimento di bordo, in aereo non ha dormito...ed ora è in grossa difficoltà 😂

Nanna, cena e nanna

Dopo un paio di ore di sonno per cercare di tirare avanti e non portarci il jetlag come compagno di viaggio per le prossime 3 settimane, con mooolta fatica abbiamo svegliato i bambini x una veloce cena di in'nout...non che si siano svegliati più di tanto ...
Il tanto che basta per rifocillarsi. 
Sono davvero un po' sballottati. Edo dice di non capirci più niente, la Ceci stupita di andare a mangiare un hamburgher a colazione...

Adesso lasciamoli dormire 12 ore di fila e domani vediamo!

mercoledì 2 agosto 2017

Le nostre valigie

Mentre noi pensiamo a passaporti, vestiti, medicine, queste sono le 5 cose che i bambini devono portare nella loro "valigia"!

mercoledì 26 luglio 2017

Ecco il giro


A quasi una settimana dalla partenza, ecco tutte le tappe della nostra vacanza "on the road". La mappa fa bella figura di sè nei quadernetti che sto preparando per i 2 piccoli mostri, in modo che possano registrare tutte le proprie emozioni ed osservazioni...ed io spiandole possa avere materiale per questo blog :-)

venerdì 21 luglio 2017

L'eclissi la vedremo da qui.

"We are excited to welcome you to the BYU-Idaho campus on Monday, August 21, to witness the phenomenal Solar Eclipse. Attached you will find a campus map showing your viewing area and the associated parking, a parking pass, and a quick facts sheet that outlines the check-in process. You may make copies of the attachments to accommodate your group (e.g. print a parking pass for each vehicle).

Your reserved location is VIEWING AREA #6 – UPPER PLAYFIELD – MIDDLE."


E' 
arrivata la conferma della prenotazione fatta tempo fa (mi ero anche dimenticato) per un posto all'interno della Brigham Young University...all'interno...insomma in mezzo ad un prato dell'università...però mi sono dovuto registraremi hanno mandato il pass per il posteggio, la mappa...non c'è che dire: a organizzazione sono bravi 'sti americani...
...peccato che la notte prima siamo a 300 Km di distanza, e l'eclissi inizia alle 10:00 di mattina!!!

mercoledì 12 luglio 2017

E invece Cecilia?

Queste sono le sue aspettative per il viaggio negli USA...😂😂😂

martedì 11 luglio 2017



Ogni viaggio si sa, inizia prima nella testa e nel cuore che in aeroporto.

Per molti infatti è la preparazione del viaggio stesso la parte più bella, quella più emozionante, pregna di aspettative, in cui ti immagini i luoghi, gli odori i sapori, perchè no, le fotogafie che scatterai.

Certo che maggiore è la tua esperienza di viaggio e la tua "cultura", maggiore l'immaginazione sarà coerente con la realtà, in quanto pescherai dal tuo vissuto, dalle immagini e dalle emozioni che hai immagazinato sia in prima persona che attraverso la televisone o il cinema...

...ma quali sono le aspettative di uno cha ha un vissuto di 8 anni?