venerdì 11 agosto 2017

Giorno 7 - Monterey - Carmel By The Sea - Fresno

Monterey-Fresno 320 km

Risistemato il programma carichiamo la macchina e partiamo verso l'acquario di Monterey, anche perché la sera prima in un moto di efficienza li avevo giá comprati! 

L' acquario, come da aspettative é molto bello e i momenti in cui danno da mangiare agli animali sono un vero spettacolo! 




Usciti dall'acquario abbiamo mangiato al volo e siamo ripartiti alla volta di Carmel by the sea
Purtroppo però abbiamo sbagliato strada e siamo stati "costretti" ad entrare nella 17mile drive: una strada panoramica a pagamento che passa attraverso un bosco di pini marittimi, campi da golf e ville milionarie, con vista su spiagge e calette. 

Di seguito un paio di esempi di cosa intendo x ville milionarie


L'emblema di questa area é un pino solitario (lone pine, appunto) che é diventato il marchio della compagnia che gestisce tutto 'sto ambaradam

Usciti dalla 17mile drive il tempo per visitare Carmel non c' era piú: giusto una foto in spiaggia e via, visto i 320 km che ci separavano da Fresno e che, a detta di booking, il check in era fino alle 22.00

E quindi via sulla 156 Est senza grosse sorprese se non il Pacheco Park 

con la sua particolare conformazione, la sosta a far benzina e a comprare delle patatine x spezzare la fame (con la sensazione che da un momento all'altro sarebbe entrato uno a fare una rapina, ma il padrone l'avrebbe freddato con il proprio fucile a pompa tirato fuori da sotto il banco) 

Qualcuno potrebbe chiedere "ma che c'azzecca Fresno?" E in effetti anche Edo si ricorda che nel film d'animazione "Mostri contro Alieni" i 2 protagonisti finiscono x fare il viaggio di nozze a Fresno invece che a Parigi...ecco se gli autori hanno deciso questa città probabilmente è perchè è la più insulsa della California. Comunque noi siamo qui perchè è la città più vicina al Sequoia National Park...meta di domani.

Come detto sapevamo che il check in era possibile solo fino alle 22 se non si avvisava per tempo... Il navigatore ci informa che l'arrivo è previsto per le 22.05...cosa fare? Per non correre il rischio di dormire in macchina, chiamiamo, ma nessuno risponde... Chiamiamo piú volte e piú ci avviciniamo, più la preoccupazione aumenta... Finalmente alle 21.30 un'anima pia ci risponde, rassicurano i sul fatto che ci avrebbe aspettato! 

Arrivati (alle 21:58) prendiamo possesso della nostra camera al Townhouse motel di Sanger, sobborgo di Fresno...
  
qui lo scarafaggio nella doccia, la moquette che non vede un battitappeto da 5 anni, il forte odore di deodorante x coprire chissà quale altro odore, mi dicono che dormire in macchina poteva poi non essere un'opzione cosí malvagia😂. 

Bhe, facciamo la foto di rito, prendiamo la macchina per andare da McDonald's qui dietro...

Che naturalmente é chiuso, se non per il drive through. Quindi, vista ora e stanchezza, vai con il take away e torniamo nella nostra suite ad apparecchiare il banchetto


E poi... Buonanotte!

P.s.
Mentre scrivevo questo resoconto, uno scampanellio continuativo ha annunciato la chiusura del passaggio a livello qua dietro ed il transito di un treno merci che ha annunciato il proprio passaggio con un fischio da far invidia alla Costa Fascinosa! 'Nnamo bene!


giovedì 10 agosto 2017

Giorno 7 - In vacanza si perde la cognizione del tempo

La giornata inizia in modo davvero divertente.
Con la camera devastata, come è nostra consuetudine e come è un po' normale quando la usi solo per dormire, andiamo a fare colazione.
Il piano è di usare la giornata x visitare l'acquario.
Si sa che la prima cosa che succede a chi si sta godendo le vacanze è di perdere la cognizione del tempo...se però si ha in mente un viaggio con un programma serrato e tutti gli alberghi prenotati, non è un vezzo che ci si può permettere. Durante la colazione Cecilia dice "ma facciamo colazione qui anche domani? Quindi per 3 volte?" A queste parole io e Ale ci guardiamo e diciamo "ma non dove amo stare qui solo 2 notti?" Guarfo subito sull' app di Booking  e confermo il dubbio: noi questa notte siamo a Fresno, quindi oggi lasciamo Monterey!
Su di corda a far le valigie e cambio di parte del programma.
Complimenti ad Ale che è riuscita a rifare le valigie in 30 secondi!

Giorno 6 - Monterey, Canning Row e Il Faro

Tappa di visita a Monterey, partita con un po' di lentezza potendo permettercelo.

Dopo la colazione offerta dall'albergo, un po' scrausa ma con la macchina per fare i waffel che ha incuriosito molto i bambini, siamo scesi verso il mare percorrendo l'Historical Path di Monterey (un po' un pacco) con alcune case storiche (inizio del 900...tanto più indietro gli americani - si sà - non vanno),


 per raggiungere  il caratteristico ma super commerciale fisherman's wharf di Monterey,


Da qui abbiamo percorso tutto il sentiero pedonale (ricreation trail) che da Monterey porta a Lovers Point Park, con l'intenzione poi di proseguire verso il faro.

Il tragitto, pavimentata e ampia pista ciclo-pedonale, costeggia l'oceano e ha una serie di scorci molto belli sulla baia ...e cartelli un po' inquietanti..


Continuiamo a camminare e arriviamo a Canning Row, il vecchio distretto dell'inscatolamento di sardine: risorsa principale della zona fino agli anni 50, quando la pesca indiscriminata le ha fatte sparire. Il 90% dei pescatori erano siciliani.

All'ingresso dell'abitato un gruppo di oche pascola sul prato becchettando pigramente, e a Cecilia non sembra vero di avere qualcun'altro con cui poter parlare





Qui c'è anche l'acquario che sarà la meta di domani e Johnny Rocket, fast food in stile anni 50 dove abbiamo pranzato, tanto per non far saltare ai bambini la loro dose di carne rossa agli ormoni, patatine fritte e ketchup che sappiamo bene fanno crescere forti e sani.


Rifocillati, continuiamo costeggiando l'oceano osservando le insenature frastagliate, fra cui

quella (diventata area protetta) dove le otarie in primavera vanno a partorire. E se si guarda bene, quelli che sembrano dei sassi buttati lì dalle onde, in realtà sono proprio foche che pigramente sbadigliano e si girano da una parte e dall'altra!!!





Proseguiamo incontrando anche dei simpatici scoiattoli che ci terranno compagnia per tutto il percorso.

Arriviamo a Lovers Point, dove una spiaggia popolata da esseri umani richiama i nostri animaletti alla loro naturale propensione al gioco, e quindi in un attimo sono senza scarpe, coi pantaloni tirati su e i piedi nell'acqua


 ....ma non da soli, se infatti notate bene ciò che Edoardo sta indicando, si tratta di una foca che è venuta a far visita ai bagnanti.

Dopo un paio di castelli di sabbia (troppo grossa per fare costruzioni degne di nota) e qualche onda che bagna pantaloni e felpe riprendiamo il cammino verso il faro.

Il paesaggio si fa un po' più selvaggio e meno turistico, il sentiero asfaltato diventa un sentiero di terra battuta e, se da un lato continua ad esserci l'oceano, dall'altro i ristoranti e negozi vari, vengono sostituiti da case davvero belle con una vista mozzafiato



Fra i sassi della scogliera giocano e ci vengono incontro un sacco di scoiattoli



Siamo ormai giunti alla meta, il faro é dietro l'angolo... Ci arriviamo e... Lo troviamo chiuso!!! 
Non che ci fosse granché da vedere ma essersi fatti 14km a piedi con un obiettivo e trovarlo chiuso é un po' frustrante... Bhe chiamiamo Uber e torniamo indietro a fisherman's wharf x la cena e poi nanna. 





mercoledì 9 agosto 2017

Giorno 5 - Finalmente on the road..

San Francisco - San Jose - Monterey km 210,8
sole a tratti

Dopo 4 giorni di acclimatamento fermi a San Francisco, abbiamo noleggiato l'auto... ma abbiamo rischiato di terminare qui le vacanze.
Infatti le nostre carte di credito che già ci avevano dato qualche probleumccio, al noleggio si sono proprio messe per traverso... Ok, e noi a Denver come ci arriviamo fra 20 giorni?
No contanti. Carte di debito? Si se mi dimostrate che avete un volo di rientro da Denver..ce l'ho ...Ah no, ma le carte di debito Maestro non le accettiamo...Alla fine scendo il Jolly e gli do la carta di credito aziendale, con la quale non si dovrebbero fare spese personali, ma si tratta di un emergenza, e comunque serve solo a garanzia, troveremo un modo di pagare quando saremo a Denver!

Prendiamo la nostra Buick

e partiamo alla volta di San Jose, per andare al HQ di Adobe, salutare qualche collega che non vedevo da anni.



Il programma prevede di passare ad un outlet a fare un po' di shopping. Arriviamo quindi a Gilroy per pranzo e possiamo così fare provare una diversa catena di fast food, un po' più tipica di Mc Donalds..

E con hamburgher degni di questo nome

Mentre mamma e figlia (soprattutto figlia) erano occupate dallo shopping compulsivo, il piccolo genio ha passato il pomeriggio leggendo Percy Jackson...a detta sua "il giorno più bello della mia vita!"


Via da Gilroy arrivati a Monterey in un bel motel.

 Qui la responsabile della reception ha un'approccio un po' più easy alla carta di credito che non funziona: "Chissenefrega se non prende la strisciata, sul mio computer ho la pre-autorizzazione, e va bene così"...certo che avere la cdc che funziona a caso non ci lascia proprio tranquilli...E quindi eccoci nella nostra stanza per i prossimi 2 giorni. Da qui a Las Vegas cambieremo albergo ogni giorno.

Data l'ora un po' tarda non c'è tempo per fare un giro a Monterey, e anzi, ci dobbiamo dare una mossa per trovare un posto per la cena. Alla fine optiamo per il Turn 12...tipico locale con lungo bancone e televisori in cui trasmettono partite di baseball


il menu è un po' un misto di cucina psuedo italiana, marinara e americana...spicca per assurdità ai nostri occhi il chicken parmesan: pollo,mozzarella, salsa marinara (?) spaghetti... Ale opta per le famose linguine Alfredo e io sto sul sicuro con le baby ribs

I bambini condividono un piatto di spaghetti alle vongole. Quando arriva il piatto con i pezzi di pomodoro insieme alle vongole Edo ha una crisi isterica: "cosa c'entra il pomodoro con le vongole? Io mangio solo le vongole! Gli spaghetti con le vongole sono con le von go le, non con i pomodori e le vongole..." Ma, convinto ad andare oltre, ha apprezzato...appena l'ultima vongola ha raggiunto lo stomaco...la stanchezza ha preso il sopravvento!

martedì 8 agosto 2017

Giorno 4 - A Zonzo per San Francisco (un po' a caxxo)

Dopo la faticata di ieri oggi ce la siamo presi in po' con calma...forse troppa😁
Nota in calce alla gita di ieri: Ale si è scottata il dorso delle mani...😂😂


Il fuso orario ormai sembra debellato e infatti senza sveglia i bambini (e noi con loro) si sono svegliati verso le 9...3 ore dopo il solito.
Verso le 11 quindi siamo usciti alla volta di Lombard street,

la famosa via tutte curve e ortensie. 
Da lì l'idea era di tornare in Market Street per vedere Edo sfidare uno dei giocatori di strada di scacchi .
Ci siamo quindi incamminati ed i bambini, in un raro momento di amore e pace fraterna, si sono messi a raccontarsela mano nella mano senza dispetti e questioni...fantastico!


Mentre camminavamo, peró mi sono informato on line sul discorso degli scacchi di strada ed ho scoperto che la polizia li ha allontanati da Market Street e sembra non ci sia piú un posto dove trovarli. Peccato sia per Edo che ci teneva sia per voi che vi siete persi sicuramente un racconto piú unico che raro😁

Cambio di programma e direzione verso Alamo Square dove vedere le casette colorate che Edo aveva visto nella sigla di Big Hero 6 🤣🤣 per poi continuare verso Golden Gate Park

Nel lungo tragitto però siamo passati da Trader Joe's, un supermercato alimentare, per comprare qualcosa per il pranzo. Come sempre entrare in un supermercato americano é un'esperienza... 

Sempre nell'intento di trovare una meta affascinante per incentivare i bimbi a camminare (avete presente il discorso del bastone e della carota?) ci siamo diretti ad un parco giochi, dove fare i panini e lasciarli un po' sfogare. Abbiamo così scoperto Lafayette Park che é in cima ad uno dei 54 colli di San Francisco e Google map non te lo dice mica che ti devi arrampicare! 
Il parco é un "comunissimo" parco pubblico cittadino ma tenuto strabenissimo e con un'area giochi davvero molto bella.

Dalla sua sommitá si puó vedere la baia da una parte e San Francisco dall'altra. 

Lasciati sfogare i due hooligans, divertendoci un casino a farli interagire con gli altri bambini senza intervenire, e mangiati i nostri panini, ci siamo rimessi in moto con obiettivo le painted ladies di Alamo square. 


Nota del tragitto é che Cecilia a un certo punto chiede "mamma posso raccoglierlo?" noi ci fermiamo, seguiamo con lo sguardo il suo ditino che indica una banconota da un dollaro sul marciapiede,  persa da qualcuno.

Le rideva anche l'alluce da quant'era contenta per quel colpo di fortuna,visto che la piccolina non é per niente venale 😁

Arrivati alle casette colorate riprese in svariate serie e film (oltre che big hero 6) abbiamo scattato il rituale selfie.


La strada per raggiungerle peró é stata lunga e il pomeriggio volge al termine, se non altro perché la sera, come la mattina, l'aria fredda è la foschia arriva a coprire di nuovo SF e anche se sono solo le 17, il sole sparisce è il freddo sale. 
Ci muoviamo con Uber verso il Golden Gate Park dove i due possono continuare ad arrampicarsi ovunque.

Come detto freddo, stanchezza, fame e cellulari scarichi ci portano a dichiarare chiusa la giornata per andare a cena al Chow at the park, un posto molto carino e accogliente, dove peró, fra pizza pepata, noodles che sembravano linguine, e il peggior café dal tempo degli atzechi, non lo ricorderemo fra i posti in cui tornare! 

E così anche questa giornata termina con all'attivo più di 18.000 passi nelle nostre gambe...ma da domani si noleggia l'auto!

lunedì 7 agosto 2017

Giorno 3 - Il Golden Gate In Bici

Edo ci teneva molto a vedere il Golden Gate, la Ceci in bicicletta andrebbe anche al polo nord, e quindi ecco il genio del male che accontenta entrambi e svaga la giornata!
Il percorso, di 13 km, prevede alcune salite abbastanza impegnative, nonostante il dislivello totale sia di soli 90 Mt.
Dopo la solita colazione del campione andiamo ad uno dei tanti noleggi bici che, da una veloce analisi, hanno prezzi allineati fra loro. Vista la difficoltà di Edo con la bicicletta, noleggiamo un "tag-a-log" per lui che non é altro che una bici che invece della ruota davanti si aggancia a quella di un adulto... che sarei io. La Ceci invece non ha il minimo dubbio nell'avere la sua bici personale!

Partiamo quindi percorrendo la lunga pista ciclabile che costeggia la baia e punta dritta verso il ponte. Durante il percorso sono diversi gli scorci che consentono belle foto del ponte che a quest'ora di golden c'ha ben poco visto che é ancora avvolto dalla nebbia.

Passiamo dal molo che delimita il parco accademico, al cui termine uno scultore ha realizzato un organo delle onde. Fondamentalmente dei tubi sott'acqua portano lo sciabordio sommerso in superficie. Niente di che, ma l'occasione per altre foto.


Dopo un po' ci fermiamo a riposare in una spiaggetta e i due piccoli colgono l'occasione x giocare un po' con la sabbia...l'altro piccolo fa foto alla qualunque e una diretta video su fb per ingannare il tempo.

Riposati torniamo a pedalare fino alla zona in cui, fino alla seconda guerra mondiale, gli americani preparavano e disseminavano di mine l'ingresso della baia. Qui il ponte è sempre più vicino e - vista l' ora - la nebbia si dirada.



Ne aprofittiamo x mettere qualcosina nello stomaco e ripartiamo per affrontare la salitona che dal livello del mare porta all'altezza del ponte e iniziamo la traversata.


Senza dubbio emozionante passare sotto le torri rosse delle due campate, collegate da quello che da lontano sembra un filo d'acciaio, ma che da vicino ti accorgi essere un tubo dal diametro di 100 cm almeno. Alessandra sfida la sua idiosincrasia per i luoghi elevati e sospesi nel nulla e continua a pedalare ripetendo fra sé il mantra auto-ipnotico "non sono su un ponte sospeso a 70 metri dal mare, non sono su un ponte a 70 metri dal mare, non sono..."

Io non posso non pensare invece che una roba del genere sia stata costruita in 5 anni dal 1933 al 1937...e la mia mente vola alla linea 4 della metropolitana di Milano che verrá pronta, a Dio piacendo, nel 2022...
Percorsi i suoi quasi 9000 piedi di lunghezza eccoci fieri della nostra impresa dall'altra parte del ponte e pronti per la discesa a rotta di collo verso Sausalito.
 Lì compriamo ad un market una confezione di salame e formaggio della citterio per farci dei panini in grazia di Dio e senza maionese o altre salse e riusciamo a riposarci qualche minuto, prima di inserirci nella lunga coda di bikers che aspettano di imbarcarsi per tornare in ferry a S.Francisco.
Lo spirito di business degli americani é formidabile e mentre la gente in coda schiumava, arrivavano taxi predisposti per il trasporto bici ad offrire il proprio servizio a quei turisti smaronati dalla lunga e lenta coda..
Noi non approfittiamo della possibilitá e dopo un'ora e mezza eccoci anche noi imbarcati e pronti per rientrare approfittando per ammirare l'isola di Alcatraz e la baia dal mare.


Mentre scrivo la ciurma sta dormendo devastata e le mie chiappe mi ricordano la giornata, ma devo dire davvero molto molto bella.
 Una menzione d'onore a Cecilia che come le sue gambine corte ha pedalato per tutti i 13 km senza mai lamentarsi!